11 Settembre | September 11

11 settembre 2018

« »

I’d walk around looking for him. I put up a few signs when I realized what had happened: “To the man who bought the vase at the estate sale on Seventy-fifth Street this weekend, please contact…”. But this was the week after September 11. There were posters everywhere.”
“My mom put posters of him”.
“What do you mean?”
“He died in September 11. That’s how he died.”

Jonathan Safran Foer, Extremely Loud and Incredibly Close: A Novel, 2005

“Camminavo sperando di incontrarlo. Ho persino attaccato dei volantini ‘All’uomo che ha comprato il tale vaso nella vendita della Settantacinquesima del tale weekend, si prega contattare…’ Ma era la settimana dopo l’11 settembre. C’erano manifesti dappertutto.”
“La mia mamma aveva attaccato la sua foto.”
“Non capisco.”
“Lui è morto l’11 settembre. È così che è morto”

Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino, 2005, tr. it. M. Bocchiola, Guanda, p. 323

Oskar ha nove anni, una domanda buona per ogni argomento, moltissime convinzioni e un padre morto nel crollo delle Torri Gemelle. Un giorno, per caso, trova una busta con una chiave e il nome “Black”: inizia una ricerca nei cinque distretti di New York, un viaggio di crescita attraverso paure e sensi di colpa e la scoperta di una storia familiare già toccata dal dolore. Ritroverà il proprietario della chiave, il rapporto con la madre e scoprirà la figura, molto poetica, del nonno.
Il tempo si snoda su diversi registri e epoche: per Oskar è una gara di velocità contro un ricordo che può svanire, per il nonno è il momento della confessione, del racconto e della riconciliazione. Il riferimento a una data storica così riconoscibile proprio per la natura dell’evento, è quasi mai esplicita, nonostante la giornata sia spesso ripercorsa nelle ore, nei minuti e nei secondi che hanno cambiato la vita di molti.
Jonathan Safran Foer non scrive un libro sull’attacco al World Trade Center, quanto piuttosto, in soggettiva dagli occhi del bambino, un romanzo intenso sul rimpianto, sul tempo perduto e sul coraggio della memoria. (Commento di Daniela Collu)

Dicono del libro

Altre storie che accadono oggi

Iconcina

“… L’infelice che vergò queste linee, morì nel manicomio di Milano l’11 settembre 1865…
Igino Ugo Tarchetti, La lettera U

Iconcina

“… la villa di Mariana Combaceres de Alvear in via Undici Settembre, in Belgrano…”
Jorge Luis Borges, L’Aleph

Iconcina

“… La mattina dell’undici settembre del 1891 uscì dalla sua casa di Ponta Delgada, scese a piedi la ripida via ombreggiata fino alla Igreja Matriz…”
Antonio Tabucchi, Antero de Quental. Una vita

Iconcina

“… Celebra l’11 settembre, ha detto. E che cosa c’è da celebrare? La Giornata della Catalogna, ha detto…”
Roberto Bolaño, Il Terzo Reich

Iconcina
“…. Ci sono dei cracker nella credenza sul lavello. Sono lì dall’11 settembre 2001…”
Douglas Coupland, Il ladro di gomme


CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Email this to someone