20 Novembre

20 novembre 2014

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Io, Amy Curtis March, essendo in piena coscienza delle mie facoltà mentali, lascio e delego tutta la mia proprietà terrestre divisa in questo modo: […] Desidero che la mia compagna favorita Kitty Bryan abbia il grembiulino di seta celeste e l’anellino d’oro con un bacio affettuoso. Ad Anna lascio la scatola che ha sempre desiderato e tutti i miei rammendi sperando che: Di me si ricorderà quando quello vedrà. E adesso, avendo disposto della mia proprietà, spero che tutti saranno contenti e non biasimeranno i morti. Perdono a tutti e spero che quando suonerà la tromba ci rivedremo tutti. Amen. E questo testamento io firmo oggi, 20 novembre, Anno Domini 1861. 

Amy Curtis March

Louisa May Alcott, Piccole donne, 1868-69, tr. it. A. Mazzoni, Giunti 1994, p.180-181

Piccole donne racconta un anno nella vita della famiglia March, durante la guerra di Secessione americana. Mentre il padre è al fronte, la madre e le quattro sorelle vivono in una città non specificata del New England, probabilmente in Massachusetts. Iniziata a Natale, la storia delle avventure domestiche di Meg, Jo, Beth e Amy incontra i primi veri drammi (anche se a lieto fine) nel novembre successivo, quando un telegramma annuncia il ferimento del padre. Nello stesso periodo, la sorella Beth si ammala di scarlattina e la più piccola, Amy, è mandata dalla zia per evitare il contagio. Nella casa severa della donna, la giovanissima Amy pensa per la prima volta alla morte e redige un infantile testamento, sigillato e firmato dall’amico Teddy e dalla cameriera Estella, il ventesimo giorno di novembre, anno del Signore.


Dicono del libro
Piccole donne è il primo dei romanzi che, sullo sfondo di un’America ottocentesca, racconta la storia delle sorelle March, bambine e poi fanciulle e spose, fra cui emerge Jo, la sensibile protagonista di questo libro. Il romanzo scritto da Louisa May Alcott ha passato i cento anni, ma conserva tuttora una sua fresca vitalità”.
(Dalla scheda del libro nel sito ibs)

Altre storie che accadono oggi

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“… Il 20 novembre fu un gran giorno per la Fortuna II…”
Karen Blixen, La cena a Elsinore


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“… A Aix ho ripreso la vita con Vivy, il 20 novembre scorso…”
Mario Soldati, Salmace

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“… 20 novembre. Il marziano sino ad oggi ha ricevuto circa duecentomila lettere…”
Ennio Flaiano, Un marziano a Roma

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“… 20 novembre 1940. Pioveva a Chicago a Artis O. Peavey stava correndo lungo la strada…”
Fannie Flagg, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

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“… Quando sei nato? Il dodici settembre. E tu? Il 20 novembre. Come ti chiami? Michele. Michele Amitrano. Tu che classe fai?…”
Niccolò Ammaniti, Io non ho paura


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