19 Aprile

19 aprile 2017

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Sì, la prima impressione – rumori, luci, odori – che colpisce un bambino che esce dal grembo materno lo segna per sempre. È come una curva impossibile da raddrizzare, una piega impressa al suo carattere. Pur senza essere nel modo più assoluto uno storico, ho svolto alcune indagini per conoscere l’ambiente preciso in cui sono nati alcuni uomini che hanno fatto parlare di sé. Si sa che Napoleone vide la luce al suono dell’organo e tra i fumi d’incenso della messa cantata del 15 agosto nella cattedrale di Ajaccio. Non tutti sanno, invece, che ci fu una scossa di terremoto a Gori, al momento della nascita di Stalin. Una gelata terribile fece morire tutti i fiori degli alberi da frutto della regione di Braunau la notte del 19 aprile 1889 che vide nascere Adolf Hitler. Gli antichi credevano che la nascita di un futuro fosse segnata da prodigi. Bisognerebbe invece invertire l’ordine causale, e dire che un prodigio verificatosi al momento della nascita di un bambino può fare di lui un uomo eccezionale.

Michel Tournier, Mezzanotte d’amore, 1989, tr. it. F. Bruno, Garzanti, 1990, p. 123

In una notte d’estate, alcuni amici, riuniti dagli ospiti per una strana festa d’addio, si raccontano a vicenda diciannove storie e nell’undicesima, il narratore presenta il tema della data di nascita, e di come la stagione, l’ambiente e le circostanze di quella giornata possano determinare l’intera esistenza. Fra gli esempi portati a sostegno della tesi, colpisce la registrazione di un fenomeno atmosferico che – a ridosso della nascita di Hitler – sconvolge la primavera austriaca, gelando i germogli il 19 di aprile. 

 

Dicono del libro

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