17 Febbraio

17 febbraio 2019

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Non mi ero mai accorto che il pianista russo Andrej Charitonovič fu arrestato nella notte tra il 16 e il 17 febbraio 1949. Esattamente cento anni dopo che Chopin terminò di scrivere la parte finale della quarta Ballata. I fogli che ho qui davanti a me dicono: 17 febbraio 1849. Ma chissà, Charitonovič doveva conoscere quella data, e deve aver sorriso sprezzante, quando in quella notte fredda, certo più fredda che a Parigi, ottusi poliziotti pensavano di agire secondo i tempi dettati dalle pratiche e dai timbri del loro sordo regime e invece obbedivano ai tempi di un dramma a cui non avevano accesso, perché non potevano capire. Con che arroganza quello straordinario pianista, il giovane Andrej Charitonovič, può aver guardato negli occhi quegli uomini? (…) Qualche biografo sostiene che il 17 febbraio sia la vera data di nascita di Frédéric Chopin. Ma nell’intreccio di date ci si può perdere, si può uscire di senno

Roberto Cotroneo, Presto con fuoco, 1995, Mondadori, p. 201

 

Dicono del libro
“Siamo nel 1995, un celebre e inavvicinabile pianista ripercorre un episodio della sua vita: quando nel 1978, a Parigi, viene avvicinato da un misterioso esule russo che afferma di possedere un manoscritto sconosciuto della quarta Ballata di Chopin, composto per una giovane donna, una passione segreta. Da qui si snoda una narrazione a ritroso nel tempo. Dal 1849, anno della morte di Chopin, il romanzo segue il cammino iniziatico del manoscritto dalla Parigi del romanticismo alla Berlino nazista fino alla Mosca di Stalin degli ultimi anni Quaranta.”
(dalla bandella dell’edizione Mondadori, op. cit.)

 

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