21 Aprile

21 aprile 2017

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Il ventun aprile di quell’anno, che doveva essere il 1933, mentre dagli altoparlanti collocati agli angoli della piazza del Municipio di Cuvio si levavano le note dell’inno a Roma, e il Vanghetta, in qualità di presidente dell’Opera Maternità e Infanzia era sul palco delle autorità tra il sindaco e il segretario politico per partecipare alla celebrazione patriottica del Natale di Roma, Evelina metteva alla luce un bambino nell’ospedale di Cittiglio, dov’era stata portata dal Landriani al primo segno premonitore dell’evento

Piero Chiara, Il pretore di Cuvio, 1973, Mondadori,p. 123

Il 21 aprile, Natale di Roma, è anche il giorno natale del figlio di Augusto Vanghetta, pretore nella città lombarda di Cuvio, dove è arrivato nel 1930, dopo una carriera mediocre e arrivista. Sul palco delle autorità, mentre il coro canta un inno fascista, il pretore viene a sapere la notizia. Ma Vanghetta sa che il figlio non è suo.  La giovane moglie Evelina, trascurata e tradita, ha concepito il figlio col fidato segretario (e poi socio) del marito, senza che questi si accorgesse di niente. Vanghetta ha indagato sugli spostamenti della moglie, ricostruendo “quattro mesi di calendario”, ma non capirà fino alla fine chi è il padre del bambino, a cui verrà dato il nome di Ramiro, il protagonista di una commedia degli equivoci, rappresentata circa nove mesi prima. 

 

Dicono del libro

Altre storie che accadono oggi

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“…Quel giorno era il 21 aprile…”
Daniel Defoe, Robinson Crusoe

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“…E il 21 aprile alle Terme di Tito su l’Esquilino, alla presenza di ottocento convitati, era stato cantato l’inno musicato dal Magazzari…”
Luigi Pirandello, Musica vecchia

pittura
Ardengo Soffici, Bottiglia e bicchiere (con Corriere della Sera del 21 aprile 1915)Milano, Museo del Novecento (segnalazione di Michele Brescia)

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“…preso posto nel suddetto cocchio, ne discendeva sano e salvo sotto l’atrio a mezzogiorno dell’edificio centrale, lunedì il 21 aprile a ore sette…”
Virginia Woolf, Orlando

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“… Quella sera – era il 21 aprile del 1942 – andai in bicicletta fino alla Zuiderkade; era domenica, pareva una giornata tranquilla…”
Marga Minco, La caduta


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