21 gennaio

21 gennaio 2013

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21 gennaio 1932. Sul treno per Bloemfontein. Mi arrendo, la creatura sta vincendo. Contro la sua astuzia diabolica i miei trucchi non funzionano. Stamattina è ricomparsa fuori della finestra, ma non ha neanche sfiorato le tendine. Al contrario, si è tenuta a distanza senza posarsi e ha cominciato a ronzare in cerchi… due alla volta, seguiti da una pausa in aria. Dopo diverse esibizioni di questo tipo, è volata via sopra i tetti della città

Howard Phillips Lovecraft, La morte alata, 1934, tr. it. Tutti i romanzi e i racconti, a c. di G. Pilo e S. Fusco, Newton Compton, 1993 (versione e-book 2011)

In un gennaio sudafricano si svolge l’epilogo della vicenda, ricostruita attraverso le annotazioni del diario del dottor  Thomas Slauenwite, specializzato in febbri infettive. Il medico ha ucciso un collega, per un antico sgarbo accademico, usando una mosca velenosa che la leggenda dice si impossessi dell’anima di chi ha punto. Il 21 di gennaio, Slauenwite comincia a sospettare che una mosca lo perseguiti. Cerca scampo nella città sudafricana di Bloemfontein, ma si accorge che l’insetto lo segue, e pare dotato di intelligenza umana, capace addirittura di tracciare numeri e segni. Il racconto si chiuderà di lì a due giorni, con un colpo di scena, nella “calura del mese di gennaio” dell’emisfero sud.

 

Dicono del libro
“Terrore insondabile e soprannaturale, inquietanti e apocalittiche visioni: tutto l’immaginario di follia e orrore di Howard P. Lovecraft è raccolto in queste pagine densissime. Interi universi prendono forma dalla sua sapiente penna, governati da leggi fisiche ignote, popolati da creature inimmaginabili e da terrificanti minacce. L’uomo è solo al centro di un cosmo nel quale il terrore proviene dagli abissi della mente come dai più remoti recessi dello spazio, un mondo nel quale la paura è la dimensione dell’essere. Tutto ciò sottintende la teoria lovecraftiana secondo cui smascherare e affrontare i propri incubi più angoscianti è l’unico modo per esorcizzarli”
(dall’ed. Newton Compton, op. cit.)

 

 

 

Altre storie che accadono oggi

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“… potrete attendere senza pericolo tempo migliori. Tra un anno, il 21 gennaio…”
Honoré de Balzac, Un episodio ai tempi del Terrore

 

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“… Gennaio 21, sabato. Solo uno poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise…”
Edmondo De Amicis, Cuore

 

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“… Il mattino del 21 gennaio, Lu Ci-min, l’ermetico capo della Cina… ateo com’era, si tolse la vita”
Dino Buzzati, La lezione del 1980

 

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“… È nato il 21 gennaio 1919, Ben, c’è scritto sul necrologio…”
Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi (segnalazione di Matteo Piccioni)« »

21 gennaio 1932. Sul treno per Bloemfontein. Mi arrendo, la creatura sta vincendo. Contro la sua astuzia diabolica i miei trucchi non funzionano. Stamattina è ricomparsa fuori della finestra, ma non ha neanche sfiorato le tendine. Al contrario, si è tenuta a distanza senza posarsi e ha cominciato a ronzare in cerchi… due alla volta, seguiti da una pausa in aria. Dopo diverse esibizioni di questo tipo, è volata via sopra i tetti della città

Howard Phillips Lovecraft, La morte alata, 1934, tr. it. Tutti i romanzi e i racconti, a c. di G. Pilo e S. Fusco, Newton Compton, 1993 (versione e-book 2011)

In un gennaio sudafricano si svolge l’epilogo della vicenda, ricostruita attraverso le annotazioni del diario del dottor  Thomas Slauenwite, specializzato in febbri infettive. Il medico ha ucciso un collega, per un antico sgarbo accademico, usando una mosca velenosa che la leggenda dice si impossessi dell’anima di chi ha punto. Il 21 di gennaio, Slauenwite comincia a sospettare che una mosca lo perseguiti. Cerca scampo nella città sudafricana di Bloemfontein, ma si accorge che l’insetto lo segue, e pare dotato di intelligenza umana, capace addirittura di tracciare numeri e segni. Il racconto si chiuderà di lì a due giorni, con un colpo di scena, nella “calura del mese di gennaio” dell’emisfero sud.

Dicono del libro
“Terrore insondabile e soprannaturale, inquietanti e apocalittiche visioni: tutto l’immaginario di follia e orrore di Howard P. Lovecraft è raccolto in queste pagine densissime. Interi universi prendono forma dalla sua sapiente penna, governati da leggi fisiche ignote, popolati da creature inimmaginabili e da terrificanti minacce. L’uomo è solo al centro di un cosmo nel quale il terrore proviene dagli abissi della mente come dai più remoti recessi dello spazio, un mondo nel quale la paura è la dimensione dell’essere. Tutto ciò sottintende la teoria lovecraftiana secondo cui smascherare e affrontare i propri incubi più angoscianti è l’unico modo per esorcizzarli”
(dall’ed. Newton Compton, op. cit.)

 

Altre storie che accadono oggi

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“… potrete attendere senza pericolo tempo migliori. Tra un anno, il 21 gennaio…”
Honoré de Balzac, Un episodio ai tempi del Terrore

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“… Gennaio 21, sabato. Solo uno poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise…”
Edmondo De Amicis, Cuore

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“… Il mattino del 21 gennaio, Lu Ci-min, l’ermetico capo della Cina… ateo com’era, si tolse la vita”
Dino Buzzati, La lezione del 1980

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“… È nato il 21 gennaio 1919, Ben, c’è scritto sul necrologio…”
Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi (segnalazione di Matteo Piccioni)


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