22 Gennaio

22 gennaio 2023

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Non seppe resistere alla tentazione di prendere un trenino per Soria, di attraversare i campi di Castiglia, di recarsi in pellegrinaggio in un luogo sobrio e essenziale dove lo chiamava una poesia. La camera della pensione Cuevas era rimasta intatta: un tavolo, una sedia, un letto, un attaccapanni. Vagò commosso, per le stradette di quella cittadina modesta, circondata dal deserto lunare della Castiglia; poi in una libreria antiquaria, dopo ripetute insistenze, trovò un ritratto di Machado con una dedica autografa in un angolo: 22 gennaio 1939. Il poeta stava fuggendo verso la frontiera, verso la morte, stretto dal cerchio franchista

Antonio Tabucchi, Il rancore e le nuvole, 1985, in Piccoli equivoci senza importanza, ed. cons. Feltrinelli, 1988, p. 90

Nella faticosa carriera accademica – e nell’altrettanto disagevole vita familiare – del protagonista, il viaggio in Spagna segna una svolta, che lo porterà a cogliere occasioni di rivincita e di successo. Nume tutelare della sua nuova condizione è il grande poeta spagnolo Machado, che insegnò nella città di Soria, dove – nel racconto – viene ritrovata la fotografia con la dedica del 22 gennaio 1939, un mese prima che il poeta morisse, fuggendo dalla Spagna verso la Francia. 

Dicono del libro

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“… 22 gennaio. Signori, colpo di scena: avevo rubato il mio ombrello…”
Achille Campanile, Il diario di Gino Cornabò

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“… alle 8,30 del mattino di mercoledì 22 gennaio, Robyn Penrose uscì di casa di pessimo umore e nel pieno di una bufera…”
David Lodge, Ottimo lavoro, professore!

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“… Nella notte dal 22 al 23 gennaio, un vasto bagliore incendiò l’orizzonte visibile dalla terrazza orientale di Kaltenborn…”
Michel Tournier, Il re degli ontani

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“… Dopo lo sbarco alleato a Anzio, il 22 gennaio, dalla borgata arrivarono canti e grida di gioia…”
Ela Morante, La Storia

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