2 Giugno | June 2nd

2 giugno 2019

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Quinn was nowhere now. He had nothing, he knew nothing, he knew that he knew nothing. Not only had he been sent back to the beginning, he was now before the beginning, and so far before the beginning that it was worse than any end he could imagine.
His watch read nearly six. Quinn walked home the way he had come, lengthening his strides with each new block. By the time he came to his street, he was running. It’s June second, he told himself. Try to rememberr that.This is New York and tomorrow will be June third. If all goes well, the following day will be the fourth. But nothing is certain

Paul Auster, City of Glass, (The New York Trilogy), 1985

Adesso Quinn non era in nessun luogo. Non aveva niente, non sapeva niente. Non soltanto era stato rimandato alla partenza; ora si trovava prima della partenza, in un punto così antecedente alla partenza da essere peggio di qualunque arrivo immaginabile.
Il suo orologio faceva quasi le sei. Tornò a casa per la stessa strada dell’andata, allungando il passo di isolato in isolato. Prima di raggiungere la sua via, aveva incominciato a correre. È il due di giugno, disse fra sé. Cerca di ricordarlo. Questa è New York, e domani sarà il tre di giugno. Se tutto va bene, l’indomani sarà il quattro giugno. Ma niente è sicuro

Paul Auster, Città di vetro, 1985, tr. it. M. Bocchiola, Trilogia di New York, Einaudi, 1996, p. 109

La vicenda di Daniel Quinn, scrittore di romanzi gialli che firma con lo pseudonimo di William Wilson (nome tratto da un racconto di Edgar Allan Poe), è iniziata nel mese di maggio. In una telefonata notturna, Quinn è stato interpellato col nome di Paul Auster e incaricato- come fosse un detective – di una strana inchiesta. Deve proteggere un uomo, Peter Stillman, dal padre – omonimo – che lo ha tenuto segregato per anni per fare degli esperimenti sul linguaggio. Pedinamenti, ricerche, dialoghi fra persone e personaggi, nomi e pseudonimi, hanno luogo nella città di New York all’insegna del doppio e del dubbio, mentre maggio diventa giugno e offre, con la sequenza dei giorni, un appiglio, forse. 

Dicono del libro

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Julieta Aranda e la linea internazionale della data – IDL

Presentata anche alla 54° Biennale di Venezia 2011, l’opera dell’artista messicana Julieta Aranda dal titolo You had no 9th of May! tratta di un luogo sulla terra dove si effettua il cambio di data: l’arcipelago delle isole Kiribati nel Pacifico,  attraversato dall’IDL (International Date Line).

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L’International Date Line è una linea convenzionale che separa due giorni consecutivi del calendario, oggi e domani. Nel 1995 l’arcipelago decise di modificare l’assetto della IDL in modo da far rientrare l’intero territorio in una sola data. Colpita da questa notizia, Julieta Aranda (la cui ricerca sul tempo non tralascia la prospettiva politica) ha elaborato l’opera-installazione You had no 9th of May!, in cui un muretto di mattoni segue l’andamento della linea, separando le due scritte, Today e Tomorrow. (a.s.)

Leggi un’intervista a Julieta Aranda sul tempo

Vedi su Youtube: How the International Date Line works