2 Marzo

2 marzo 2020

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In questo 2 marzo 1937 fa ancora molto freddo, ma gli aromi acerbi della primavera incipiente sono già nell’aria. In nessun luogo della terra il preludio della primavera è profumato più che in questa città prossima alle Prealpi. Teta ha spedito il suo bagaglio ben sigillato alla sorella, la vedova del signor Zikan, controllore capo delle privilegiate Ferrovie Meridionali. In quel bagaglio si trova anche la cetra che tanto le sta a cuore

Franz Werfel, Il cielo rubato, 1938, tr. it. G. Bianchetti, Piemme, 1992, p. 109

Il due marzo si chiude una fase della vita della cuoca Teta Linek, originaria di Hustopec in Moravia. Per anni è stata a servizio presso la famiglia Argan, fra Vienna e la tenuta di Grafenegg. Mentre i giorni trascorrono sempre simili uno dopo l’altro, Teta investe tutto il suo lavoro e i suoi guadagni di domestica in un progetto che ha a che fare con l’eternità: mantiene agli studi un nipote perché diventi sacerdote e preghi per la sua anima. Il piano non andrà secondo le previsioni di Teta che ancora, quel due di marzo, mentre lascia il servizio, non sospetta che il giovane nipote la stia ingannando. E neppure che la attende -verso la fine del pontificato di Pio XI – uno straordinario viaggio a Roma, nel cuore della religione cattolica e al termine dei suoi giorni. 

Dicono del libro

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