24 Agosto | 24 août

24 agosto 2018

« »

Mais à quelle époque de la vie de Pompéi était-il transporté? Une inscription d’édilité, gravée sur une muraille, lui apprit, par le nom des personnages publics, qu’on était au commencement du règne de Titus, – soit en l’an 79 de notre ère. – Une idée subite traversa l’âme d’Octavien ; la femme dont il avait admiré l’empreinte au musée de Naples devait être vivante, puisque l’éruption du Vésuve dans laquelle elle avait péri eut lieu le 24 août de cette même année ; il pouvait donc la retrouver, la voir, lui parler… Le désir fou qu’il avait ressenti à l’aspect de cette cendre moulée sur des contours divins allait peut-être se satisfaire, car rien ne devait être impossible à un amour qui avait eu la force de faire reculer le temps et passer deux fois la même heure dans le sablier de l’éternité.

 Théophile Gautier, Arria Marcella. Souvenir de Pompéi, 1852

Ma in quale epoca della vita di Pompei era stato trasportato? Un’iscrizione edile scolpita su un muro gli fece capire, dal nome dei personaggi pubblici, che si era all’inizio del regno di Tito, cioè nell’anno 79 della nostra era. Un pensiero improvviso attraversò la mente di Octavien: la donna di cui aveva ammirato l’impronta al museo di Napoli doveva essere viva perché l’eruzione del Vesuvio nella quale era morta era avvenuta il 24 agosto di quell’anno. Poteva dunque ritrovarla, vederla, parlarle… Il desiderio folle che aveva provato vedendo quella cenere modellata su forme divine poteva essere soddisfatto, perché nulla doveva essere impossibile a un amore che aveva avuto la forza di far tornare indietro il tempo e di far passare due volte la stessa ora nella clessidra dell’eternità

Théophile Gautier, Arria Marcella, 1852, in Il vello d’oro e altri racconti, tr. it. L. Binni, Giunti 1993, p.155

In un anno dell’Ottocento, Octavien, un giovane francese in viaggio a Napoli con due amici, visita il Museo e s’incanta di fronte alla vetrina, dove è conservato un pezzo di lava nera che reca l’impronta di un seno e di un fianco femminili. Arrivato a Pompei e trovata la casa da cui proviene l’impronta, Octavien vive – o immagina di vivere – un’esperienza prodigiosa. Mentre i suoi amici dormono sotto i fumi del vino Falerno, Octavien visita di nuovo, da solo, le rovine. Per lui “la ruota del tempo era uscita dalla sua carreggiata” , riportandolo a un giorno che precede di poco il 24 agosto del 79 dopo Cristo, data dell’eruzione del Vesuvio che seppellì la città. Un’ondulazione del tempo, un ritorno del passato – o una sincope, come apparirà agli amici che lo ritrovano svenuto – gli permette di trovarsi di fronte ad Arria Marcella, in un punto nodale della storia antica.

Dicono del libro

Altre storie che accadono oggi

Iconcina

“… Sognò di trovarsi nell’antica Pompei, proprio quel 24 agosto del 79, giorno della terribile eruzione del Vesuvio…”
Wilhelm Jensen, Gradiva (vai a Nessun giorno senza un passo. I disegni di Cecilia Capuana per Gradiva di Jensen)

Iconcina
“… In che data sei? Non saprei con precisione – gli dissi confuso. Ma ieri ho compiuto sessantun anni…”
Jorge Luis Borges, 25 agosto 1983 (Tre racconti)

Iconcina
“… Il 24 agosto è il giorno del tuo compleanno. Ed è anche il giorno in cui la terra ha tremato…”
Simona Sparaco, Sono cose da grandi (segnalazione di Maria Di Cuonzo)

Iconcina
“… Alle 3.36 del 24 agosto una terribile scossa di terremoto con epicentro Accumoli-Arquata ha squarciato la calma notte estiva…”
Silvia Ballestra, Vicini alla terra

 


CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Email this to someone