3 Febbraio

3 febbraio 2019

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Le date sulle pareti della mia stanza erano impresse coi colori più varii ed anche ad olio. Il proponimento, rifatto con la fede più ingenua, trovava adeguata espressione nella forza del colore che doveva far impallidire quello dedicato al proponimento anteriore. Certe date erano da me preferite per la concordanza delle cifre  […] Ma non si creda che occorrano tanti accordi in una data per dare rilievo ad un’ultima sigaretta. Molte date che trovo notate sui libri o quadri preferiti, spiccano per la loro deformità. Per esempio il terzo giorno del secondo mese del 1905 ore sei! ha un suo ritmo quando ci si pensa, perché ogni singola cifra nega la precedente

Italo Svevo, La coscienza di Zeno, 1923, Dall’Oglio, Milano 1938 (ed. cons. 1976), pp. 32, 33

La data del 3 febbraio del 1905 alle sei è una delle tantissime sequenze giorno-mese-anno-ora a cui Zeno affida la possibilità di smettere di fumare e, nel farlo, di affermare la propria forza di volontà. La sua stanza da studente è stata talmente ricoperta di date di ultime sigarette, che ha dovuto farla tappezzare a sue spese, ma lungi dall’aiutarlo, il segnare la data accresce il gusto dell’Ultima Sigaretta e, insieme, la ricerca di sempre nuove concordanze numeriche, mentre il XIX secolo diventa Novecento. 

Dicono del libro

Altre storie che accadono oggi

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“… i due furono i suoi padrini per procura il 3 febbraio 1519…”
William Beckford, Memorie biografiche di pittori straordinari

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“… Tutto questo è accaduto ventisei anni fa, il tre febbraio; avevo sedici anni…”
Truman Capote, L’arpa d’erba

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“… Da Napoli, lì 3 febbraio 1809, degnissimo Signor Neville, ho il malinconico compito di doverLe inoltrare la lettera…”
Anna Maria Ortese, Il cardillo addolorato

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“… in quel lontano crepuscolo del 3 febbraio 1767 Tànger Soto avrebbe voluto trovarsi su una di quelle navi…”
Arturo Pérez-Reverte, La carta sferica


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