#libromanzia

Consultare i libri a scopo divinatorio: si è sempre fatto, utilizzando volumi realizzati apposta (i libri delle sorti), con un repertorio di sentenze finali a cui si giunge tramite l’uso di calcoli e strumenti (carte, dadi, monete, bastoncini, ruote), oppure interrogando Omero, la Bibbia, Virgilio, Shakespeare, Ariosto.

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Valerio Eletti, ex-libris, china su carta, 1979

Nel  film Career Girls (in italiano Ragazze) del regista britannico Mike Leigh, due studentesse che dividono una casa, Annie e Hanna, e la loro amica Claire, per sapere cosa le attende nelle loro giornate incerte e malandate, interrogano Cime tempestose, usando una vecchia edizione del romanzo di Emily Brontë. Perché il responso sia efficace è importante evocare due volte con convinzione il nome della scrittrice: “Ms Brontë, Ms Brontë” e poi porre il quesito. La prima frase (più o meno) su cui cade l’occhio è il responso. La scena è una versione recente e fai-da-te di una pratica antica, testimoniata dalla letteratura stessa: bibliomanzia o libromanzia. (a.s.)

Il 13 dicembre diconodioggi invita a una giornata di #libromanzia.
Si partecipa in questo modo:
dopo aver formulato mentalmente una domanda, aprite il libro più vicino a voi a una pagina qualsiasi, scegliete una frase e – se ha a che fare in qualche modo, anche fantasioso, con la vostra domanda – tweettatela con l’hashtag #libromanzia.
Per i-Pad e kindle: sempre dopo aver pensato una domanda, scorrete il testo velocemente, fermatevi in un punto, scegliete una frase e tweettatela.
Se la prima frase non ha niente a che vedere con quanto avete in mente, riprovate per un massimo di 3 volte, anche cambiando libro.
Un esempio accaduto qualche giorno fa: Domanda: Chi vincerà le primarie del PD? Libro interrogato: Cuore di De Amicis, aperto casualmente a pag. 134: Il piccolo scrivano fiorentino.
I tweet saranno raccolti in un’antologia che sarà a sua volta un libro-oracolo interrogabile da altri giocatori. 

dicembre 13

Sono molti i libri di narrativa in cui qualcuno interroga un libro: nella Tentazione di Sant’Antonio di Gustave Flaubert, si consultano gli Atti degli Apostoli; in Ricerca e perdizione di Isaac Bashevis Singer si afferma proprio che “Nella Bibbia c’è tutto, e se non c’è nella Bibbia, c’è in Shakespeare”. Oracoli familiari sono consultati in Tempeste di Karen Blixen, dove una pesante Bibbia ha la qualità di offrire la risposta esatta a chi sia incerto sul da farsi, e le risposte vengono rilette a distanza di anni. Lorenzo da Ponte racconta nelle sue Memorie di aver aperto una libreria a Londra dopo aver letto una frase  nell’Eneide, trovata a sua volta in una libreria in cui si era rifugiato. E Giacomo Casanova cerca e trova nell’Orlando furioso la data favorevole alla sua fuga dalla prigione veneziana dei Piombi: la notte del 31 ottobre.

Sui libri delle sorti: un articolo di Silvia Urbini e uno di Antonella Sbrilli su Engramma (n.92, agosto 2011) e un libro-oracolo di Franco Chirico, Id, Ingegni edizioni, 2008 (@ninninedda)

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#libromanzia: la raccolta via @hitweetbook


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