2 Febbraio | 2 Fevereiro

2 febbraio 2019

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Os dias iniciais desse namoro sem declaração formal e sem formal consentimento, foram inesquecíveis. Todos os anos no verão, na oportunidade das festas do bairro, costumava Flor passar uns tempos com os tios, aos quais era muito afeiçoada. No mês de fevereiro a Escola de Culinária não funcionava.
Vinha para a procissão do presente a Yemanjá, a dois de fevereiro, quando os saveiros cortam as ondas carregados de flores e dádivas para Dona Janaína, mãe das águas, da tempestade, da pesca, da vida e da morte no mar. Ofertava-lhe um pente, um frasco de perfume, um anel de fantasia. Yemanjá habita no Rio Vermelho, seu peji ergue-se numa ponta de terra sobre o oceano

Jorge Amado, Dona Flor e seus dois maridos, 1966

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I giorni che segnarono l’inizio di quell’innamoramento senza dichiarazione formale né formale consenso, furono indimenticabili. Tutti gli anni in estate, in occasione della festa del quartiere, Flor era solita passare qualche giorno dagli zii, ai quali era molto affezionata. In febbraio la scuola non funzionava.
Andava per la processione del dono a Yemanjá , il due febbraio, quando i pescherecci solcano le onde carichi di fiori e di regali per donna Janaína , madre delle acque, della tempesta, della pesca della vita e morte sul mare. Le offrivano un pettine, una bottiglia di profumo, un anello in similoro. Yemanjà abita al Rio Vermelho, il suo peji s’innalza su di una lingua di terra sopra l’oceano

 Jorge Amado, Dona Flor e i suoi due  mariti, 1966. tr. it. E. Grechi, Garzanti 1992, pp. 106-107

In Brasile, febbraio è un mese estivo e il 2 ricorre la festa di Yemanjá (o Janaína), divinità marina che regola i venti e la pesca, “sincretizzata con N. S. della Concezione” e onorata da processioni di barche piene di doni. Intorno a questa data sboccia l’attrazione potente – più potente della morte – fra Vadinho e Dona Flor. 

Dicono del libro

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21 Settembre

21 settembre 2018

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Quel 21 settembre i titoli dei giornali della sera annunciavano a tutti i baiani: CITTA’ IN FESTA – LA PRIMAVERA E I MARINAI.
Al bar Flor-de-São-Miguel, la sera precedente, prima che si sapesse dell’invasione di rua Barroquinha da parte delle forze di polizia della Sezione Giuoco e Buoncostume e del grido di guerra di Nilia Cabarè, e prima del pronunciamento di Exú Tirirí, il giovane Kalíl Chamas aveva biasimato con parole piene di infiammata indignazione la pletora di pedissequi imitatori dei costumi europei che festeggiavano l’arrivo della primavera nel bel mezzo dei piovaschi settembrini – una caterva di idioti, gli stessi che, in occasione della Pasqua, travestivano i figli da conigli e, nel più torrido dicembre, collocavano fiocchi di cotonina sugli alberi di Natale simulando le nevi invernali (…) Seduto al tavolino del bar si sfoga contro il vezzo idiota di importare abitudini straniere che in Brasile non hanno senso. Ai Tropici l’inverno dura sei mesi di pioggia e l’estate sei mesi di calore soffocante: parlare di primavera e d’autunno è ridicolo

Jorge Amado, Teresa Batista stanca di guerra, 1972, tr. it. G. Segre Giorgi, Einaudi 1975, p.485, 486

Dopo molte vicissitudini, dopo aver ucciso il suo violentatore, dopo essere stata amante, prostituta, infermiera, ballerina di samba, Teresa Batista si trova nella città brasiliana di Bahia. Grande è il disordine di quei giorni in cui gli interessi degli speculatori e degli sfruttatori della prostituzione – aiutati dalla polizia – si scontrano con la rivolta delle donne, mentre una nave americana piena di marinai, potenziali clienti, sta entrando in porto. Il calendario segna il 21 settembre e dunque – nell’emisfero meridionale – l’inizio della primavera. E proprio una festa della primavera, con la sfilata, si prepara, come annuncia il giornale della sera. Ma in quella zona del Brasile – fa notare uno studente – parlare di primavera e di autunno è “puro colonialismo”, una tradizione importata dall’Europa.

Dicono del libro

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2 Febbraio

2 febbraio 2013

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I giorni che segnarono l’inizio di quell’innamoramento senza dichiarazione formale né formale consenso, furono indimenticabili. Tutti gli anni in estate, in occasione della festa del quartiere, Flor era solita passare qualche giorno dagli zii, ai quali era molto affezionata. In febbraio la scuola non funzionava.
Andava per la processione del dono a Yemanjá , il due febbraio, quando i pescherecci solcano le onde carichi di fiori e di regali per donna Janaína , madre delle acque, della tempesta, della pesca della vita e morte sul mare. Le offrivano un pettine, una bottiglia di profumo, un anello in similoro. Yemanjà abita al Rio Vermelho, il suo peji s’innalza su di una lingua di terra sopra l’oceano. Insieme alle ragazze del quartiere, Flor si divertiva in un intenso programma festivo

 Jorge Amado, Dona Flor e i suoi due  mariti, 1966. tr. it. E. Grechi, Garzanti 1992, pp. 106-107

In Brasile, febbraio è un mese estivo e il 2 ricorre la festa di Yemanjá (o Janaína), divinità marina che regola i venti e la pesca, “sincretizzata con N. S. della Concezione” e onorata da processioni di barche piene di doni. Intorno a questa data sboccia l’attrazione potente – più potente della morte – fra Vadinho e Dona Flor. 

Dicono del libro
“Il romanzo ruota attorno alla vedovanza di dona Flor e al suo lutto stretto, vissuto nel ricordo di Vadinho, delle loro ambizioni, del fidanzamento e dello sposalizio. Coglie l’intimità della giovane vedova, il suo riserbo, le sue notti insonni e la sua insoddisfazione. Racconta di come arrivò onorata al suo secondo matrimonio, quando il fardello del defunto cominciava a pesare sulle sue spalle, e di come visse in pace e armonia, senza dispiaceri né soprassalti, con suo bravo secondo marito, nel mondo della farmacologia e della musica. E mentre lei brilla nei salotti e il coro dei vicini le ricorda la sua felicità, Vadinho, nel suo corpo astrale, la visita, la corteggia, le elargisce gioie eccezionali e consigli formidabili”
(dalla scheda del libro nel sito Ibs)

 

 

Altre storie che accadono oggi

 

 

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“… parole scavate profondamente con un coltello: Port…d’Art… 2 febbraio”
Alexandre Dumas, Vent’anni dopo


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“…Era il 2 di febbraio, un mercoledì: in Montecitorio, il Parlamento disputava per il fatto di Dogali…”
Gabriele D’Annunzio, Il Piacere (segnalazione di Matteo Piccioni)

 

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“…’Oggi, 2 Febbraio 1886, passo dagli studii di legge a quelli di chimica. Ultima sigaretta!!’…”
Italo Svevo, La coscienza di Zeno

 

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“… Il 2 febbraio una figura nera, con la testa coperta di una nera berretta di seta…”
Michail Bulgakov, La guardia bianca

 

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“… Che giorno è oggi? Il 2  febbraio, il giorno della marmotta…”
Ricomincio da capo (Groundhog day) di H. Ramis con Bill Murray « »

I giorni che segnarono l’inizio di quell’innamoramento senza dichiarazione formale né formale consenso, furono indimenticabili. Tutti gli anni in estate, in occasione della festa del quartiere, Flor era solita passare qualche giorno dagli zii, ai quali era molto affezionata. In febbraio la scuola non funzionava.
Andava per la processione del dono a Yemanjá , il due febbraio, quando i pescherecci solcano le onde carichi di fiori e di regali per donna Janaína , madre delle acque, della tempesta, della pesca della vita e morte sul mare. Le offrivano un pettine, una bottiglia di profumo, un anello in similoro. Yemanjà abita al Rio Vermelho, il suo peji s’innalza su di una lingua di terra sopra l’oceano. Insieme alle ragazze del quartiere, Flor si divertiva in un intenso programma festivo

 Jorge Amado, Dona Flor e i suoi due  mariti, 1966. tr. it. E. Grechi, Garzanti 1992, pp. 106-107

In Brasile, febbraio è un mese estivo e il 2 ricorre la festa di Yemanjá (o Janaína), divinità marina che regola i venti e la pesca, “sincretizzata con N. S. della Concezione” e onorata da processioni di barche piene di doni. Intorno a questa data sboccia l’attrazione potente – più potente della morte – fra Vadinho e Dona Flor. 

Dicono del libro
“Il romanzo ruota attorno alla vedovanza di dona Flor e al suo lutto stretto, vissuto nel ricordo di Vadinho, delle loro ambizioni, del fidanzamento e dello sposalizio. Coglie l’intimità della giovane vedova, il suo riserbo, le sue notti insonni e la sua insoddisfazione. Racconta di come arrivò onorata al suo secondo matrimonio, quando il fardello del defunto cominciava a pesare sulle sue spalle, e di come visse in pace e armonia, senza dispiaceri né soprassalti, con suo bravo secondo marito, nel mondo della farmacologia e della musica. E mentre lei brilla nei salotti e il coro dei vicini le ricorda la sua felicità, Vadinho, nel suo corpo astrale, la visita, la corteggia, le elargisce gioie eccezionali e consigli formidabili”

(dalla scheda del libro nel sito Ibs)