15 Agosto | August 15th

15 agosto 2019

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I was born in the city of Bombay … once upon a time. No, that won’t do, there’s no getting away from the date: I was born in Doctor Narlikar’s Nursing Home on August 15th, 1947. And the time? The time matters, too. Well then: at night. No, it’s important to be more … On the stroke of midnight, as a matter of fact. Clock-hands joined palms in respectful greeting as I came. Oh, spell it out, spell it out: at the precise instant of India’s arrival at independence, I tumbled forth into the world. There were gasps. And, outside the window, fireworks and crowds. A few seconds later, my father broke his big toe; but his accident was a mere trifle when set beside what had befallen me in that benighted moment, because thanks to the occult tyrannies of those blandly saluting clocks I had been mysteriously handcuffed to history, my destinies indissolubly chained to those of my country. For the next three decades, there was to be no escape. 

Salman Rushdie, Midnight’s Children, 1980

Io sono nato nella città di Bombay… tanto tempo fa. No, non va bene, impossibile sfuggire alla data: sono nato nella casa di cura del dottor Narlikar il 15 agosto 1947. E l’ora? Anche l’ora è importante. Bè, diciamo di notte. No, bisogna essere più precisi… Allo scoccare della mezzanotte, in effetti. Quando io arrivai le lancette dell’orologio congiunsero i palmi in un saluto rispettoso. Oh, diciamolo chiaro, diciamolo chiaro; nell’istante preciso in cui l’India pervenne all’indipendenza, io fui scaraventato nel mondo. Ci fu chi boccheggiò. E, fuori della finestra, folle e fuochi d’artificio. Pochi secondi dopo, mio padre si ruppe un alluce; ma questo incidente era una bazzecola se paragonato a quel che era accaduto a me in quel tenebroso momento: grazie infatti alle tirannie occulte di quelle lancette dolcemente ossequianti, io ero stato misteriosamente ammanettato alla storia, e il mio destino indissolubilmente legato a quello del mio paese. Nei tre decenni successivi non avrei avuto scampo

Salman Rushdie, I figli della mezzanotte, 1980, tr. it. E. Capriolo, Garzanti 1987, p.11

Fra mezzanotte e l’una del 15 agosto 1947, mentre l’India, dopo il lungo dominio inglese, diventa indipendente, entro le frontiere del nuovo stato nascono mille e uno bambini, dotati di poteri e potenzialità straordinarie. Uno di loro – il narratore di questa storia mitica e allegorica – è Saleem Sinai, nato a Bombay in una famiglia benestante. La sua dote è vedere nei pensieri delle persone e collegare telepaticamente le menti degli altri bambini della mezzanotte. Scoprirà questo suo potere verso i dieci anni, così come scoprirà di non essere esattamente il figlio dei suoi genitori. Intanto, la storia dell’India procede, fra partizioni, conflitti di religione, ascesa di nuovi leader; una storia che non si può riassumere (come la vita di Saleem) e che ha inizio alla metà del sacro mese di agosto, mese di ricorrenze nazionali e feste religiose.

Dicono del libro

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23 marzo | 23 Mars

23 marzo 2019

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On était le 23 mars. Le printemps avait officiellement commencé l’avant-veille et, ce qu’on ne peut dire tous les ans, on le sentait déjà dans l’air, à tel point que Maigret faillit sortir sans pardessus.
Boulevard Richard-Lenoir, il prit un taxi. Il n’y avait pas d’autobus direct et ce n’était pas un temps à s’enfermer dans le métro. Comme il s’y attendait, il arriva à l’écluse des Récollets avant Lapointe, trouva l’inspecteur Judel penché sur l’eau noire du canal

Georges Simenon, Maigret et le corps sans tête, 1955

Era il 23 marzo. La primavera era ufficialmente iniziata da due giorni e – cosa che non sempre si verifica – la si sentiva già nell’aria, tanto che Maigret decise di uscire senza soprabito. In boulevard Richard-Lenoir prese un taxi. Non c’erano autobus diretti, e il tempo non invitata certo a rinchiudersi nel metrò. Come aveva previsto, arrivò alla chiusa dei Récollets prima di Lapointe e trovò l’ispettore Judel chino sull’acqua nera del canale

Georges Simenon, Maigret e il corpo senza testa, 1955, tr. it. M. Belardetti, Adelphi, 2005, p. 19

La primavera parigina compensa con la sua luce la cupezza della vicenda: il ritrovamento del cadavere di un uomo in un canale e la strana storia di un’eredità non voluta. Il commissario Maigret passa dal luogo del ritrovamento all’istituto di medicina legale, e poi al quartier generale della polizia, al Quai des Orfèvres: “quel giorno, persino quel corridoio – il più bigio, il più tetro del mondo – era inondato di sole, o, per lo meno, di una specie di pulviscolo luminoso”.

 

Dicono del libro

Dicono del libro
“Lo stile e i procedimenti narrativi impiegati nei Maigret conoscono nel tempo una sensibile evoluzione: le descrizioni, in particolare, si assottigliano, lasciando sempre più spazio ai dialoghi, il che, oltre a dare al lettore l’illusione di condurre un’indagine parallela a quella del commissario, consente a Simenon di rivelare ‘in diretta’ la psicologia dei personaggi (…)  Composto a Lakeville (Connecticut) nel gennaio 1955, Maigret et le corps sans tête è apparso in Francia quello stesso anno.”
(dalla scheda introduttiva dell’ed. Adelphi, op. cit.)

 

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