31 Agosto

31 agosto 2019

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Il 31 agosto, sabato, in casa Rostov tutto era sottosopra. Tutte le porte erano spalancate, tutti i mobili portati fuori o spostati, specchi e quadri tolti dalle pareti. Nelle camere c’erano ovunque bauli, mucchi di paglia, carta da imballaggio e corde. I contadini e i domestici che trasportavano la roba camminavano a passi pesanti sul parquet. In cortile si ammassavano i carri dei contadini, alcuni già stracarichi e legati, altri ancora vuoti

Lev Tolstoj, Guerra e pace, 1867-69, tr. it.P. Zveteremich, ed. cons. Garzanti, 1985, vol. III, p. 1283

Dopo la battaglia di Borodino, le truppe di Napoleone stanno avanzando verso Mosca e la città è “in subbuglio e in movimento”. Fra notizie incerte, voci e dicerie, gli abitanti si preparano a lasciare le loro dimore. Anche in casa dei Rostov, una delle famiglie di cui si raccontano le vicende in Guerra e pace, ci si prepara alla partenza, imballando porcellane, cristallerie, vestiti e caricando i carri. È il 31 agosto, secondo il calendario giuliano ancora in uso nella Russia ortodossa, e la battaglia di Borodino– sempre secondo questo computo del tempo – è avvenuta il 26 agosto. Per i paesi cattolici che avevano attuato la riforma del calendario di Papa Gregorio XIII, la battaglia cade il giorno 7 settembre 1812. E l’ultimo giorno che i Rostov trascorrono nella loro casa, è contemporaneamente il 12 settembre e il 31 agosto del 1812.

Dicono del libro

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11 Luglio

11 luglio 2019

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Ai primi di luglio si diffusero a Mosca, voci sempre più allarmanti sull’andamento della guerra: si parlava del proclama dell’imperatore al popolo, dell’arrivo a Mosca dal fronte del sovrano in persona. Ma siccome fino all’11 luglio non erano giunti né il manifesto né il proclama, su di essi e sulla situazione della Russia correvano voci esagerate. Si diceva che l’imperatore partiva perché l’esercito era in pericolo; che Smolensk era stata abbandonata, che Napoleone aveva un milione di soldati e che soltanto un miracolo avrebbe potuto salvare la Russia.
L’11 luglio, un sabato, giunse il manifesto

Lev Tolstoj, Guerra e pace, 1867-69, tr. it. P. Zveteremich, ed. cons. Garzanti 1985, III, p. 995

Nel giugno del 1812, Napoleone con il suo esercito ha varcato i confini dell’impero russo, mentre lo zar Alessandro è a Vilnius. È l’inizio della guerra, le cui cause – argomenta Tolstoj – formano una catena lunghissima e intricata e i cui effetti saranno altrettanti complessi per la vita dei singoli e dei popoli, la cui storia è narrata nelle migliaia di pagine di Guerra e pace. Appena Napoleone varca la frontiera, ha inizio uno scambio di messaggi diplomatici, che non riesce a fermare la guerra. A Mosca si attendono notizie e intanto viene luglio, per il calendario gregoriano, in vigore in gran parte dei paesi europei dalla fine del ‘500, e per il calendario giuliano, ancora in uso nella Russia zarista, con uno scarto di una decina di giorni. L’11 luglio è un giorno dell’anno 1812, l’anno della cometa, la cui estate fu ”caratterizzata da continui nubifragi” e dallo spostamento di masse di uomini da occidente a oriente, dalla Francia a Mosca, che avrebbe sopportato un incendio e visto la ritirata delle truppe francesi.

 

Dicono del libro

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26 Febbraio | 26 февраля

26 febbraio 2019

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26-го февраля 1807 года старый князь уехал по округу. Князь Андрей, как и большей частью во время отлучек отца, оставался в Лысых Горах. Маленький Николушка был нездоров уже четвертый день. Кучера, возившие старого князя, вернулись из города и привезли бумаги и письма князю Андрею.

Лев Толстой, ВОЙНА И МИР, 1867-69

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Il 26 febbraio del 1807, il vecchio principe era partito per la sua circoscrizione. Come accadeva quasi sempre durante le assenze di suo padre, il principe Andrej era rimasto a Lysye Gory. Già da tre giorni il piccolo Nikoluska era ammalato. I cocchieri che avevano accompagnato il vecchio principe, tornarono dalla città, portando delle lettere e altre carte per il principe Andrej. 

Lev Tolstoj, Guerra e pace, 1867-69, tr. it. P. Zveteremich, Garzanti, Milano 1974 (1985), p. 554

Dicono del libro
Sette anni occorsero a Tolstoj (dal 1863 al 1869) per comporre uno dei capolavori della letteratura ottocentesca. L’ossatura del romanzo, sullo sfondo delle guerre napoleoniche – dal 1805 alla travolgente insurrezione di tutto il popolo russo nel 1812 – è data dalle vicende di due grandi famiglie dell’alta nobiltà, i Rostov e i Bolkonskij, depositari dei valori autentici e genuini, intrecciate a quelle dei corrotti e dissoluti Kuragin. Spiccano, nella moltitudine di personaggi, le figure di Natasa, fanciulla e poi donna di straordinaria purezza e d’indole forte e impetuosa; del principe Andrei, che porta il suo orgoglio nella guerra, nella prigionia e nell’infelice amore per Natasa; dell’enigmatico e complesso Pierre Bezuchov, capace di autentica adesione al dolore del mondo”.
Scheda del volume citato presente nel sito ibs.

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17 Gennaio

17 gennaio 2013

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Il 17 gennaio 188…il titolare dell’albergo Mauritania, sito in questa città, denunciò alla polizia la morte improvvisa di un ospite dell’albergo, Ferapònt Smielkòv, mercante siberiano di seconda categoria. Il medico della quarta divisione rilasciò il certificato che la morte dello Smielkòv era dovuta ad un aneurisma provocato dall’abuso di bevande alcoliche; e il cadavere venne inumato.
Ma alcuni giorni dopo, un compaesano e amico di Smielkòv, il mercante siberiano Timochin, arrivato da Pietroburgo, informatosi sulle circostanze in cui il decesso era avvenuto, enunciò il sospetto che lo Smielkòv fosse stato avvelenato a scopo di rapina. Fu perciò aperta un’inchiesta dalla quale risultò quanto segue:
1. Che lo Smielkòv, poco prima di morire, aveva ritirato dalla banca la somma di 3800 rubli d’argento, mentre dopo la sua morte risultarono in suo possesso soltanto 312 rubli e 16 copeche.
2. Che lo Smielkòv aveva trascorso tutto il giorno e tutta la notte antecedenti al suo decesso, in compagnia della prostituta Liubka, alias Jekatierina Màslova, parte nella casa di tolleranza e parte nell’albergo Mauritania

Lev Tolstoj, Resurrezione, 1899, tr. it. C. Terzi Pizzorno, ed. cons. Rizzoli 1952, p. 47 (in commercio: Mondadori)

Lo scrittore russo Vladimir Nabokov, non senza ironia, annota in un suo romanzo (Il dono) le tipologie di date usate dagli autori: “molti romanzi, per esempio tutti quelli tedeschi, iniziano con una data, ma solo gli  autori russi, in virtù dell’originale onestà della nostra letteratura, tacciono l’ultima cifra”.  Tolstoj non fa eccezione, tace la cifra finale dell’anno, ma segnala il giorno, un 17 gennaio, in cui la prostituta Màslova, una delle protagoniste del romanzo Resurrezione viene coinvolta in un delitto che la porterà in tribunale. Lì, fra i giurati, ritrova il nobile che la sedusse da ragazzina, segnando la sua esistenza futura. Mentre l’uomo riflette sulla catena di conseguenze delle sue azioni, la data del 17 gennaio risuona più volte nell’aula di giustizia. 

 

Dicono del libro
“Basato su un episodio realmente accaduto al procuratore Koni, amico di Tolstoj, Resurrezione narra la vicenda del giovane aristocratico Nehjiudov che, giurato a un processo, si trova di fronte la donna che lui ha sedotto, provocandone la caduta e spingendola sulla via del crimine. Divorato dal rimorso, abbandona la propria vita agiata per seguirla durante la deportazione, dona le terre ai contadini e le propone di sposarla ma, respinto, si rifugia nel Vangelo. Pubblicato a partire dal 1898 ma a lungo meditato, Resurrezione è il romanzo della crisi spirituale di Tolstoj che, ormai settantenne, arriva a rinnegare gli scritti precedenti e legittima la letteratura solo se suscita sentimenti di fratellanza e amore”
(dall’edizione Mondadori cit.)

 

 

Altre storie che accadono oggi 

 

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“… Conrad Moricand nato a Parigi, il 17 gennaio 1887, alle sette o alle sette e un quarto pomeridiane…”
Henry Miller, Paradiso perduto

 

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“… Il 17 gennaio sarà il mio compleanno e io, come sempre non lo festeggerò…”
Aurelio Picca, L’esame di maturità

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“…il 17 gennaio è nato un bel bambino…”
Tre allegri ragazzi morti, Come mi vuoi (segnalazione di Michele Brescia)

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Il 17 gennaio 188…il titolare dell’albergo Mauritania, sito in questa città, denunciò alla polizia la morte improvvisa di un ospite dell’albergo, Ferapònt Smielkòv, mercante siberiano di seconda categoria. Il medico della quarta divisione rilasciò il certificato che la morte dello Smielkòv era dovuta ad un aneurisma provocato dall’abuso di bevande alcoliche; e il cadavere venne inumato.
Ma alcuni giorni dopo, un compaesano e amico di Smielkòv, il mercante siberiano Timochin, arrivato da Pietroburgo, informatosi sulle circostanze in cui il decesso era avvenuto, enunciò il sospetto che lo Smielkòv fosse stato avvelenato a scopo di rapina. Fu perciò aperta un’inchiesta dalla quale risultò quanto segue:
1. Che lo Smielkòv, poco prima di morire, aveva ritirato dalla banca la somma di 3800 rubli d’argento, mentre dopo la sua morte risultarono in suo possesso soltanto 312 rubli e 16 copeche.
2. Che lo Smielkòv aveva trascorso tutto il giorno e tutta la notte antecedenti al suo decesso, in compagnia della prostituta Liubka, alias Jekatierina Màslova, parte nella casa di tolleranza e parte nell’albergo Mauritania

Lev Tolstoj, Resurrezione, 1899, tr. it. C. Terzi Pizzorno, ed. cons. Rizzoli 1952, p. 47 (in commercio: Mondadori)

Lo scrittore russo Vladimir Nabokov, non senza ironia, annota in un suo romanzo (Il dono) le tipologie di date usate dagli autori: “molti romanzi, per esempio tutti quelli tedeschi, iniziano con una data, ma solo gli  autori russi, in virtù dell’originale onestà della nostra letteratura, tacciono l’ultima cifra”.  Tolstoj non fa eccezione, tace la cifra finale dell’anno, ma segnala il giorno, un 17 gennaio, in cui la prostituta Màslova, una delle protagoniste del romanzo Resurrezione viene coinvolta in un delitto che la porterà in tribunale. Lì, fra i giurati, ritrova il nobile che la sedusse da ragazzina, segnando la sua esistenza futura. Mentre l’uomo riflette sulla catena di conseguenze delle sue azioni, la data del 17 gennaio risuona più volte nell’aula di giustizia. 

Dicono del libro
“Basato su un episodio realmente accaduto al procuratore Koni, amico di Tolstoj, Resurrezione narra la vicenda del giovane aristocratico Nehjiudov che, giurato a un processo, si trova di fronte la donna che lui ha sedotto, provocandone la caduta e spingendola sulla via del crimine. Divorato dal rimorso, abbandona la propria vita agiata per seguirla durante la deportazione, dona le terre ai contadini e le propone di sposarla ma, respinto, si rifugia nel Vangelo. Pubblicato a partire dal 1898 ma a lungo meditato, Resurrezione è il romanzo della crisi spirituale di Tolstoj che, ormai settantenne, arriva a rinnegare gli scritti precedenti e legittima la letteratura solo se suscita sentimenti di fratellanza e amore”
(dall’edizione Mondadori cit.)