13 Agosto

13 agosto 2013

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Lui, chino sul baule, rimestava tra le carte con le mani come se stesse impastando. E quell’impasto era dotato di vita, perché mescolandolo scopriva nomi e visi conosciuti. Di quel mondo ormai scomparso aveva fatto parte anche lui, all’epoca in cui era arrivato, appena diciannovenne, in compagnia dell’altro. Blonde Mary l’aveva vista ballare al Sunburne Palace, ormai appesantita dagli anni, prima che tornasse al suo paese d’origine, la Francia. E aveva conosciuto i primi pionieri, quelli che avevano fondato la città e scoperto le miniere.
Peggy Clum uggiolava al telefono, e poiché tutte le finestre erano aperte, lui la sentì raccontare non solo la faccenda di Paquita ma anche quella dei chiodi e delle vecchie carte. Di tanto in tanto lei ridacchiava.“John, tesoro…”. Il telefono squillò di nuovo; lui si raddrizzò, con la fronte aggrottata e una leggera fitta al petto.
Su una lettera ingiallita aveva letto una data: 13 agosto 1909.

Due giorni esatti prima dell’imboscata in cui aveva rischiato di lasciare la pelle mentre tornava al ranch. Più in basso, tra le righe quasi cancellate, decifrò un nome

Georges Simenon, Il ranch della Giumenta perduta, 1948, tr. it. A. Berello, Adelphi 2010. p. 25

Dicono del libro
“Scritto nel settembre del 1947 (pochi mesi prima di La neve era sporca, in un momento di grande felicità creativa) durante il soggiorno di Simenon in Arizona, La Jument-Perdue apparve a stampa l’anno seguente”.
 (Dalla bandella dell’ed. Adelphi, op. cit.)

Altre storie che accadono oggi

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“… queste lettere non presentano un grande interesse, tranne una datata a Cartagena il 13 agosto del 1824…”
Jorge Luis Borges, Guayaquil

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“… C’era stato, al posto loro, qualche nuovo arrivo, di sinistrati del secondo bombardamento di Roma (il 13 agosto) o di fuggiaschi del sud…”
Elsa Morante, La Storia

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“… Il 13 agosto, giorno in cui compì vent’anni, la contessina Marianna attraversò lo stradone di terra battuta che conduceva alla villa…”
Francesca Sanvitale, Madre e figlia

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“… Spero che ogni essere umano abbia avuto in vita sua un 13 agosto 1925; perché quella giornata, più che una data, era una meraviglia…”
Amélie Nothomb, Igiene dell’assassino


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