4 gennaio

4 gennaio 2015

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Sono nato il 4 gennaio 1951, nella prima settimana del primo mese del primo anno della seconda metà del ventesimo secolo. Lo si potrebbe quasi considerare un evento da commemorare ed è per questo che i miei genitori mi hanno chiamato Hajime che significa ‘inizio’. A parte questa singolare coincidenza, non ci sono altri particolari degni di nota riguardo la mia nascita. Mio padre lavorava in una grande società di intermediazione mobiliare, mentre mia madre era una comune casalinga. Mio padre era stato mandato a Singapore a combattere insieme agli altri studenti ed era rimasto lì in un campo di prigionia per un po’, anche dopo la fine della guerra. Nell’ultimo anno del conflitto la casa di mia madre era stata completamente distrutta dalle fiamme, dopo il bombardamento di un B29.  Quella dei miei genitori era una generazione che aveva sofferto le ferite di una lunga guerra.
Alla mia nascita, però, non era rimasto quasi nulla che potesse richiamarne alla mente il ricordo…

Haruki Murakami, A sud del confine, a ovest del sole, 1992, tr. it. M. De Petra, Feltrinelli, Milano, 2002, p. 9

Dicono del libro
“Nato la prima settimana del primo mese del primo anno della seconda metà del XX secolo, al protagonista, nonché voce narrante, viene dato il nome di Hajime, che significa ‘inizio’. Figlio unico di una normale famiglia giapponese, vive in una normale provincia un po’ sonnolenta. Da ragazzino fa amicizia con Shimamoto, anche lei figlia unica, brillante a scuola, con cui condivide l’interesse per la lettura e la musica. Assieme ascoltano la collezione di dischi del padre di lei, e soprattutto South of the Border, West of the Sun di Nat King Cole, che dà il titolo al romanzo. Ma il destino fa sì che i due ragazzi debbano separarsi…”
(Dalla quarte di copertina dell’edizione Feltrinelli, op. cit.)

Altre storie che accadono oggi

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“… La mattina del 4 gennaio 1925 mia madre fu colta dalle doglie…”
Yukio Mishima,Confessioni di una maschera 

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“… Andai a trovare la giapponese e le domandai la data. Il quattro gennaio, rispose lei…”
John Fante, Sogni di Bunker Hill

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“4 genn.1929  La vita, insomma, è molto solida o molto instabile? Sono ossessionata da questa contraddizione ”
Virginia Woolf  (segnalazione di Adriana Giuffrida ‏@melanthea)