Storia millimetrata del tempo: Art’s Birthday 2019

Diconodioggi ha dato spesso notizia negli anni scorsi della ricorrenza del “compleanno dell’arte”, l’Art’s Birthday inventato dall’artista francese Robert Filliou: correva l’anno 1963 quando, nel poema intitolato L’Histoire chuchotée de l’Art (La storia sussurrata dell’Arte), Filliou incluse il racconto di come “tutto ebbe inizio il 17 di gennaio di un milione di anni fa. un uomo prese una spugna asciutta e la intinse in un secchio pieno d’acqua. non importa chi fu quell’uomo. egli è morto, ma l’arte è viva.”
La data del 17 gennaio corrisponde al compleanno di Filliou stesso  e diventa la data originaria a cui far risalire la prima traccia della capacità creativa del genere umano. Dal 1973, prima in Germania e in Francia e poi in una rete più ampia di paesi, l’Art’s Birthday è festeggiato con iniziative disparate, concerti, feste, azioni. La pagina artsbirthday.net raccoglie le partecipazioni all’anniversario di quello che quest’anno 2019 è  il 1.000.056° compleanno dell’arte.


Quest’anno, il  il Macro Asilo di Roma – su iniziativa di Antonella Sbrilli – organizza una giornata celebrativa che si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 18.00 nella Sala Media e proseguirà con i festeggiamenti fino alla chiusura.
Il centro creativo della giornata è affidato all’artista milanese Aldo Spinelli, che darà vita alla sua Storia millimetrata dell’arte. Ecco di che cosa si tratta.
Il progetto di Aldo Spinelli – come lo descrive egli stesso – prende spunto dalla pretesa di visualizzare il numero 1000056 (unmilionecinquantasei) nella sua vasta estensione che tuttavia può essere riconducibile a dimensioni umane se l’unità di misura scelta è più o meno contenuta e minuscola. Come si potrebbe presentare, per esempio, una superficie di unmilione e poco più centimetri quadrati? Beh, occorrerebbe un mezzo campo da tennis. Allora i millimetri: 56 millimetri in più di un metro quadro, lo spazio minimo che ci è necessario anche in un posto affollato.
Scomponendo 1000056 nei suoi fattori primi si ottiene 2 x 2 x 2 x 3 x 41669 in cui i divisori più piccoli del numero, se moltiplicati tra loro, possono suggerire un’altra idea: 2 x 2 x 2 x 3 = 24 proprio come le ore del giorno.


In 24 ore (o in 24 giorni) si possono dunque realizzare altrettante immagini ognuna delle quali ha la superficie di 41669 millimetri quadrati: 24 x 41669 = 1000056. Quali immagini? Delle semplici forme che richiamano, alludono a 24 “soggetti” tipo che hanno caratterizzato la storia dell’arte: dalle impronte dell’uomo primitivo al ritratto, dal quadrato nero di Malevic al taglio di Fontana, dalla pop art all’arte concettuale.
Queste immagini saranno prodotte in presenza del pubblico e con tecniche varie avendo come unico comun denominatore la carta millimetrata. Da qui il tiolo della manifestazione: L’Histoire millimétré de l’Art.
L’evento è aperto a tutti ed è a ingresso libero.
Aldo Spinelli: Art’s Birthday 2019
Macro Asilo, Roma, via Nizza 138, Sala Media dalle 10 alla chiusura.

23 Dicembre | 23 December

23 dicembre 2018

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The other box also yielded little of interest. A Victorian etching of King’s College Chapel. A cheap Waralarm clock, set to go off at eleven, in a black fibre case. A wireless. An academic mortarboard and a dusty gown. A bottle of ink. A telescope. A copy of The Times dated 23 December 1942, folded to the crossword, which had been filled in by two different hands, one very small and precise, the other rounder, probably feminine. Written above it was 2712815. 

Robert Harris, Enigma, 1995

Anche nell’altro scatolone c’erano oggetti poco interessanti. Un’incisione vittoriana della cappella del King’s College. Una sveglia Waralarm da pochi soldi, regolata per suonare alle undici, in una custodia di fibra nera. Una radiolina. Un tocco accademico e una toga polverosa. Una boccetta d’inchiostro. Un telescopio. Una copia del “Times” del 23 dicembre 1942, piegata alla pagina del cruciverba che era stato compilato in due grafie diverse, una molto minuta e meticolosa, l’altra più arrotondata, probabilmente femminile. Sopra il cruciverba era scritto 2712815. 

Robert Harris, Enigma, 1995, tr. it. R. Rambelli, Mondadori, 1996, pp. 110-111

Dall’inizio della II guerra mondiale, il giovane matematico inglese Tom Jericho lavora a Bletchley Park, l’unità dei servizi segreti britannici destinata alla decifrazione dei messaggi in codice tedeschi, in particolare di quelli relativi alle missioni dei sottomarini U-Boot. All’inizio in pochi, gli addetti alla decrittazione dei messaggi sono aumentati col passare dei mesi, trasformando la residenza di Bletchley Park in un quartier generale dove si muovono – accanto al matematico Alan Turing – le menti più geniali della logica e dell’analisi dei linguaggi. I tedeschi cifrano i messaggi con una macchina chiamata Enigma, un congegno portatile in grado di trasformare il testo originale in un crittogramma, sfruttando un numero “astronomico, e tuttavia calcolabile” di permutazioni. Dalla decifrazione di questi messaggi dipende la navigazione dei convogli alleati nell’Atlantico e a Bletchley Park si lavora su macchine altrettanto potenti – dette Bombe – che possano trovare la chiave dei testi in tempo per salvare le navi. Dopo un crollo nervoso dovuto alla tensione, ai ritmi e alla responsabilità del proprio compito, Tom Jericho è stato mandato a Cambridge per un periodo di riposo, ma è presto richiamato in servizio. Gli scatoloni con le sue cose sono stati recapitati nella pensione dove risiederà e la padrona di casa, la signora Armstrong, curiosando fra libri e carte, vi trova una copia delTimes del 23 dicembre, con il cruciverba compilato. Insieme con gli scacchi, il cruciverba è uno dei pochi passatempi di Jericho, che lo usa anche come verifica delle sue facoltà mentali, sovraffaticate dal lavoro. Il gioco delle parole crociate (come racconta Stefano Bartezzaghi nell’Orizzonte verticale) aveva fatto la sua comparsa negli Stati Uniti una trentina d’anni prima, il 21 dicembre del 1913; dagli anni Venti aveva conquistato larga popolarità, e durante la guerra la sua storia si sarebbe intrecciata con quella dello spionaggio. Non pochi degli addetti di Bletchley Park furono reclutati fra enigmisti con un concorso su un quotidiano inglese. La pagina del Times nello scatolone di Tom Jericho risale all’antivigilia di Natale, a un momento di pausa in cui la ricerca della chiave – sempre in bilico fra il caos e il significato -, è per qualche minuto trasferita alla soluzione di uno schema di parole crociate: “un matematico, come un pittore o un poeta, è qualcuno che crea schemi”. (a.s.)

Dicono del libro
“Il romanzo è ambientato sullo sfondo di un evento storico reale. I messaggi della Marina tedesca citati nel testo sono tutti autentici. I personaggi, al contrario, sono interamente inventati”.
(Nota dell’autore nell’ed. Mondadori, op. cit.)
Sulle date in Enigma, vedi il post 4 marzo. Da Sherlock Holmes alla II guerra mondiale

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Aldo Spinelli: 99 + 2, la soluzione

Per il centenario del cruciverba, il 21 dicembre, Aldo Spinelli ha proposto di giocare con un suo schema a sorpresa: eccolo qui. Ed ecco lo schema risolto e il commento dell’autore al cruciverba e alle soluzioni che sono arrivate via twitter (#21_12cruciverba) e via mail

Fino al 21 dicembre 1913 non esisteva il cruciverba. O, almeno, non esistevano le caselle nere.
Per rendere loro un doveroso omaggio ho realizzato questo modesto gioco nel quale i buchi (o i pieni) tra le parole assumessero un loro proprio “valore”.
Da qui l’idea di inserire altri numeri nello schema e la richiesta di trovarne il totale (vedi il post del 21_12)
Una prima – del tutto imprevista – coincidenza ha fatto sì che il totale dei numeri nello schema fosse uguale a 99, proprio come i capitoli de La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec e gli Esercizi di stile di Raymond Queneau (grazie a @sbartezzaghi per avermelo fatto notare).
E grazie anche per aver twittato la soluzione “Vedo nero. Ma capisco il ‘tuo cenno'” con una frase chiara (TUO CENNO = anagramma di CENTOUNO) ma del tutto incomprensibile agli altri partecipanti, evitando perciò di togliere loro il piacere del gioco.
Ma soprattutto grazie a tutti coloro che si sono cimentati e che spero si siano divertiti a scoprire quanto il centenne sia ancora ben vivo e vegeto… (aldo spinelli)soluzione

Aldo Spinelli: un’opera-cruciverba per il 21_12

Un secolo fa, domenica 21 dicembre 1913, il cruciverba cominciava la sua avventura, con uno schema pubblicato sul supplemento del ‘New York World’, opera del giornalista Arthur Wynne. Un’avventura che Stefano Bartezzaghi ha ripercorso in un libro dall’eloquente titolo L’orizzonte verticale, presentandone di recente le tappe salienti, decennio dopo decennio, a partire da quel giorno di dicembre che porta la stessa data di oggi.
Per Aldo Spinelli, inventore di giochi, designer, artista concettuale e potenziale, il cruciverba è anche un’opera d’arte, dove – oltre al vincolo dell’incrocio delle parole – c’è sempre una regola ulteriore, che si rivela come una sorpresa grafica, visiva e mentale. Valga come esempio il definizionario, che raccoglie le variazioni sul cruciverba a una sola casella proposto da Georges Perec.
Per il centenario del cruciverba, Aldo Spinelli invita i lettori di www.diconodioggi.it a giocare con uno dei suoi schemi a sorpresa, fra rimandi incrociati e parole che possono essere numeri:

Spinelli
Completato il cruciverba con le soluzioni e le 12 caselle nere, dunque, tutti  i numeri che compaiono, in varie forme,  dentro lo schema, vanno sommati.
C’è tempo fino alle 24:00 del 21 dicembre per twittare il numero risultante a @diconodioggi e @aldo_spinelli con l’hashtag #21_12cruciverba
La spiegazione apparirà sul blog il giorno 23 dicembre, un’altra data che ha a che fare con questo gioco…