8 Marzo | 8 Mars

8 marzo 2018

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Le 8 mars, à six heures du matin, le marquis, revêtu de ses insignes, se faisait dicter, par son fils aîné, le brouillon d’une troisième dépêche politique; il s’occupait avec gravité à la transcrire de sa belle écriture soignée, sur du papier portant en filigrane l’effigie du souverain. Au même instant, Fabrice se faisait annoncer chez la comtesse Pietranera.
—Je pars, lui dit-il, je vais rejoindre l’Empereur, qui est aussi roi d’Italie; il avait tant d’amitié pour ton mari! Je passe par la Suisse. Cette nuit, à Menagio, mon ami Vasi, le marchand de baromètres, m’a donné son passeport; maintenant donne-moi quelques napoléons, car je n’en ai que deux à moi; mais s’il le faut, j’irai à pied. La comtesse pleurait de joie et d’angoisse

Stendhal, La Chartreuse de Parme, 1839

L’otto marzo, alle sei della mattina, con addosso tutte le sue decorazioni, stava facendosi dettare da Ascanio la minuta di una lettera a Vienna – era già la terza – e si dava da fare con grande austerità e applicazione a scriverla in bella calligrafia su un foglio di carta con il ritratto di Sua Maestà in filigrana. Nello stesso momento Fabrizio entrò nella stanza della contessa Pietranera.
“Parto,” le disse, “vado dall’Imperatore, che è anche re d’Italia. Aveva tanta amicizia per tuo marito! Passerò per la Svizzera. Vasi, quel mio amico, quello che vende barometri, mi ha dato il suo passaporto, stanotte, a Menaggio. E adesso dammi un po’ di soldi, perché ho solo due napoleoni. Ma se occorre andrò a piedi.”
La contessa si mise a piangere. Era spaventata, e felice

Stendhal, La Certosa di Parma1839, tr. it. E. Tadini, Garzanti, 1983, p. 24

Lasciata l’isola d’Elba, dove era stato confinato, Napoleone è sbarcato sulla costa francese il primo marzo del 1815, dando inizio a quelli che sarebbero stati chiamati i “cento giorni” del suo ritorno. La notizia si diffonde velocemente e arriva – nella storia narrata da Stendhal – nella dimora del marchese del Dongo, fedele servitore degli Austriaci. Mentre l’anziano marchese scrive a Vienna, la stessa mattina dell’8 marzo il giovane Fabrizio, vicino agli ideali napoleonici, decide di raggiungere il suo eroe, di cui vedrà la sconfitta, il 18 giugno, nella battaglia di Waterloo. 

Dicono del libro

Dicono del libro
“Con la Certosa Stendhal riprende il  tema fondamentale delle sue opere maggiori: il conflitto tra reazione e rivoluzione nella società del suo tempo. Dopo la Francia postnapoleonica (Il rosso e il nero) e quella di Luigi Filippo (Lucien Leuwen), è ora la volta dell’Italia smembrata e oppressa dai governi dispotici restaurati dalla Santa Alleanza. Teatro dell’azione è un’immaginaria Parma retta da una dinastia (i Farnese) in realtà estinta da un secolo”
(dall’introduzione di P. Bellocchio, ed. Garzanti, op. cit.)

 

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Un secolo in 366 giorni. Ich war’s di Daniela Comani

Comani Corraini L’opera di Daniela Comani (un cui dettaglio è visibile come sfondo di queste pagine) si intitola Ich war’s. Tagebuch 1900-1999 (Sono stata io. Diario 1900-1999) e racconta l’intero secolo XX concentrando una selezione di fatti epocali in un anno virtuale di 366 giorni. Nata, sulla soglia del passaggio del millennio, dalla sensazione di pesantezza del secolo che si concludeva, l’opera ha tre versioni: si può ascoltare in diverse lingue europee, fra cui il tedesco, lingua in cui l’opera è stata concepita; si può leggere sfogliando un libro; si può guardare, montata su un grande pannello: un muro di date e parole. Nella versione audio, l’ascolto va dal primo gennaio al 31 dicembre che, nella selezione, corrispondono rispettivamente alla fondazione del partito comunista tedesco (1-1-1919) e alla fuga da Cuba di Batista il 31 dicembre del 1958. Nel libro e nell’allestimento, il lettore può compulsare il diario come vuole, andando da una data all’altra. La caratteristica di questa selezione è che tutti gli avvenimenti riportati, gli attentati, i libri, i suicidi, i trattati, sono raccontati dall’autrice in prima persona, da cui il titolo Sono stata io. Ne risulta il diagramma di un secolo, appoggiato sull’impalcatura condivisa del calendario. Un approfondimento sul sito archivetellers.it macro comani

Una versione dell’opera è esposta nel corso della mostra Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea (Museo Macro di Roma, via Nizza 138, dal 29 aprile al 2 ottobre 2016). Antonella Sbrilli (@asbrilli)