8 Ottobre

8 ottobre 2017

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Quella mattina dell’8 ottobre, come tutte le mattine, la vecchia lappone Skolt Naska Mosnikoff si era alzata, si era fatta il caffè, aveva sbriciolato nella tazza un pezzo di delizioso formaggio lappone ed era poi andata dietro l’angolo della casa per i suoi bisogni mattutini. Durante la notte era nevicato e la casupola, appena più grande di una casetta per i giochi dei bambini del sud, si era graziosamente coperta di una coltre bianca. (…)
Naska si ricordò che quel giorno avrebbe dovuto compiere novant’anni, se era davvero l’8 ottobre. E così doveva essere

Arto Paasilinna, Il Bosco delle Volpi, 1983, tr. it. E. Boella, Iperborea, ed. cons. 2003, p.141

A metà della vicende raccontate nel Bosco delle Volpi – la fuga di un ladro di lingotti d’oro, che cerca riparo nella solitudine della Lapponia, dove incontra un maggiore dell’esercito anch’egli in fuga dalla sua esistenza precedente – fa la sua comparsa una vecchia lappone, una delle ultime rappresentanti dell’etnia Skolt. Il giorno del suo novantesimo compleanno, l’8 di ottobre, con la scusa di festeggiarla, gli assistenti sociali del suo villaggio cercano di portarla in una casa di riposo. Ma Naska Mosnikoff riesce a scappare, con il suo gatto, a resistere al viaggio nella neve e a trovare infine riparo nel rifugio dei due uomini. Testimone di guerre, rivoluzioni, spostamenti di confini nelle terre che si affacciano sul Mar Glaciale Artico, Naska misura il tempo con le feste religiose ortodosse. Anche quell’8 di ottobre ringrazia san Dimitri per tutti i giorni che le sono stati concessi, non immaginando l’avventura e le novità che ancora la attendono quel giorno e i seguenti.

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30 Settembre

30 settembre 2017

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Così i giorni, gli ultimi giorni, turbinano nella mia memoria, indistinti, autunnali, tutti eguali come foglie: fino a un giorno diverso da tutti quelli che ho vissuto.
Accadde in autunno, il 30 settembre, il giorno del mio compleanno, particolare che non ebbe alcun peso sugli avvenimenti, a parte il fatto che, sperando in un ricordino finanziario della mia famiglia, aspettavo con impazienza la visita mattutina del portalettere. Anzi, scesi dabbasso per vederlo prima. Se non fossi stato nell’atrio in attesa, Holly non mi avrebbe invitato ad andare a cavallo e, di conseguenza, non avrebbe avuto modo di salvarmi la vita

Truman Capote, Colazione da Tiffany, 1958, tr. it. B. Tasso, ed. cons. Garzanti, 1973, pp. 99-100

Mentre in Europa si combatte una guerra a cui partecipano anche molti soldati americani – fra cui Fred, il fratello della protagonista di questa storia – la giovane e bizzarra Holiday (Holly) Golightly fa di ogni giorno una festa, come dice il suo nome, o almeno ci prova. Fra l’autunno del 1943 e quello del 1944, a New York, trascorrono le sue vicende, raccontate dal vicino di casa, aspirante scrittore (e riprese nel celebre film, interpretato da Audrey Hepburn). Sposata giovanissima con un veterinario, “stellina cinematografica”, corriere di messaggi in codice per conto di un contrabbandiere in carcere, incinta di un politico brasiliano, Holly è eccentrica e imprendibile, continuamente di passaggio, “in transito”, come è scritto sulla sua porta. Il 30 settembre è una data cruciale nella storia: compleanno del narratore, è il giorno in cui questi cade da cavallo durante un giro in Central Park e in cui Holly viene arrestata per i suoi contatti con la malavita. Il 30 settembre era anche il compleanno dell’autore di Colazione da Tiffany: Truman Capote, nato il 30 settembre del 1924.

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22 Settembre

22 settembre 2017

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Il maggiore ed il preferito era Frodo Baggins. A novantanove anni Bilbo lo adottò e lo portò con sé a Casa Baggins, e tutte le speranze dei Sackville-Baggins sfumarono. Si dà il caso che tanto Bilbo quanto Frodo festeggiassero il compleanno il 22 settembre.
“Sarebbe meglio che tu venissi a stare da me”, disse un giorno Bilbo, “così potremmo festeggiare insieme i nostri compleanni”.
A quell’epoca Frodo era ancora negli enti, come gli Hobbit chiamavano gli irresponsabili anni tra l’infanzia e la maggiore età (33)

John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli, 1954-55, tr. it. Q. Principe, ed. cons. Rusconi,1993, pp. 47-48

Nella terra di mezzo, mondo fantastico abitato da creature fatate, la Contea è un’isola di rustica serenità e spensieratezza abitata da piccoli esseri laboriosi chiamati hobbit. Creature per natura longeve, uno fra loro è in procinto di raggiungere la veneranda età di cento undici anni: si tratta di Bilbo Baggins, zio adottivo del protagonista Frodo e possessore di un anello incantato, oggetto della brama di re e stregoni. Ereditato il magico anello, il destino dei popoli liberi sarà nelle mani del giovane hobbit, che lascerà per la prima volta il proprio locus amoenus per un viaggio ricco di peripezie. È proprio il 22 settembre – compleanno sia del vecchio Bilbo che del giovane Frodo – che l’avventura ha inizio, con una grande festa nella giornata assolata. (Commento di Oliviero Eletti)

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20 Settembre

20 settembre 2017

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Settembre 20
Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d’oggi, che segna l’entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo

Vamba, Il giornalino di Gian Burrasca, 1912 (in volume), ed. cons. Giunti, 1994, p. 5

Il 20 settembre 1870 è il giorno della breccia di Porta Pia. Ventisette anni dopo, nello stesso giorno di settembre, nasce Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca. Per il suo compleanno ha avuto in regalo dalla mamma un giornalino con la “rilegatura di tela verde e tutte le pagine bianche”. Su questo diario, racconterà le sue disavventure, le punizioni, gli slanci verso la libertà.
Per cominciare, non sapendo ancora cosa scrivere, ricopia proprio il foglietto del calendario del 20 settembre, 263° giorno dell’anno, Sant’Eustachio. Entrata delle truppe italiane in Roma. Luna piena.

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28 Agosto

28 agosto 2017

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La creatura, in qualche modo, provvide ad aiutarla, con l’anticipare di alcune settimane la propria nascita, che era prevista per l’autunno, ma invece fu alla fine di Agosto, mentre Nino si trovava a un campeggio di avanguardisti. Il 28 di agosto, quando avvertì le prime doglie, Ida era sola in casa; e, presa dal panico, senza nemmeno preannunciasi con una telefonata, si mise su un tram verso l’indirizzo della levatrice

Elsa Morante, La Storia, 1974, Einaudi, p. 94

Concepito nel gennaio del 1941, dalla maestra Ida Ramundo e da un soldato tedesco di passaggio, il 28 agosto nasce – in anticipo – il figlio di quell’unione consumata nel quartiere romano di san Lorenzo. Ida è preoccupata di come dire del suo stato al figlio grande Nino, ed è sollevata dal fatto che il parto avvenga in anticipo, mentre il ragazzo è fuori. Quando il bambino nasce, “piccirillo”, “caruccio” e “con l’intenzione di sopravvivere”, malgrado le difficoltà del momento in cui è venuto al mondo, Ida deve superare lo scoglio di dichiararlo figlio di padre ignoto. Così, scrive su un foglio a lettere stampatello “Giuseppe Felice Angiolino nato a Roma il 28 agosto 1941 da Ida Ramundo vedova Mancuso e da N. N.”

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13 Agosto

13 agosto 2017

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13 agosto 1925: era la giornata più bella del mondo. Spero che ogni essere umano abbia avuto in vita sua un 13 agosto 1925; perché quella giornata, più che una data, era una meraviglia. Il giorno più bello dell’estate più bella, tiepida e ventilata, l’aria leggera sotto gli alberi pesanti. Io e Léopoldine avevamo cominciato la nostra giornata verso l’una del mattino, dopo il nostro sonno rituale di circa un’ora e mezzo. (…) Il 13 agosto 1925, dicevo dunque. Una notte assolutamente calma e nera, di una dolcezza insolita. Era il compleanno di Léopoldine, ma per noi non significava niente: da tre anni il tempo non ci riguardava più

Amélie Nothomb, Igiene dell’assassino, 1997, tr. it. B. Bruno, Ugo Guanda editore su licenza Voland, p. 136

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3 Agosto

3 settembre 2017

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“E poi lo ricordo bene (come se fosse oggi) il pomeriggio del tre agosto 1902… Una madre può parlare a cuore aperto con un figlio grande… Quanti anni hai adesso?”
“Quarantasette…”.
“Hai la tua età!… Il pomeriggio del tre agosto 1902, dopo che sì, insomma, saresti nato tu, io cantavo come un cardellino, e lui invece aveva la fronte diafana che gli si vedeva trasparire il mal di testa come un serpente attorcigliato al povero cervello..”

Vitaliano Brancati, Paolo il caldo, 1955 (postumo), ed. cons. Mondadori, 1976, p. 204

Paolo Castorini, discendente di una nobile famiglia catanese, è nato il 3 agosto del 1902, ed è segnato – nell’indole – da un’accesa sensualità, un fuoco che richiama il clima rovente del mese di agosto nella città ai piedi dell’Etna. Attratto dalle donne, sin da ragazzo intreccia un’avventura dopo l’altra, in questo dimostrandosi opposto al padre, uomo solitario e dedito agli studi, morto suicida. Anche a Roma, dove si trasferisce, Paolo il caldo è schiavo della sua ossessione sessuale. Quando torna a Catania, il giorno del suo quarantasettesimo compleanno, la madre rievoca la sua nascita, il 3 agosto, “un pomeriggio in cui il vento africano soffiava arroventato”.

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31 Luglio

31 luglio 2017

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Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts
Preside: Albus Silente
(Ordine di Merlino, Prima Classe, Grande Mago, Stregone Capo, Supremo Pezzo Grosso, Confed. Internaz. dei Maghi)

Caro Signor Potter,
siamo lieti di informarLa che Lei ha diritto a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Qui accluso troverà l’elenco di tutti i libri di testo e delle attrezzature necessarie.
L’anno scolastico avrà inizio il 1° settembre. Restiamo in attesa del Suo gufo entro e non oltre il 31 luglio p. v.

Distinti saluti,
Minerva McGonagall
Vicepreside

Joanne K. Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale, 1997, tr. it. M. Astrologo, ed. cons. a c. di s. Bartezzaghi, Salani, 2011, pp. 61-62

È allo scoccare del suo undicesimo compleanno, il 31 luglio, che Harry Potter – un orfano ospitato di malavoglia dalla zia materna Petunia e dal marito signor Dursley – viene a conoscenza della sua natura di mago, destinato ad avventure straordinarie, che lo porteranno lontano dal sottoscala di Privet Drive n. 4, dove ha vissuto fino a quel giorno. Il gigante Hagrid, custode della Scuola, lo mette al corrente delle sue doti e di quelle dei suoi genitori, morti in un duello con un mago malvagio, e gli consegna la lettera della Scuola, che gli zii gli avevano impedito di leggere in tutti i modi, giusto in tempo, nel giorno della scadenza: 31 luglio. Il 31 luglio è anche la data di nascita dell’autrice della saga di Harry Potter, la scrittrice britannica Joanne K. Rowling.

 

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24 Luglio

24 luglio 2017

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Per i miei cinquant’anni, François organizzò una festicciola sublime da Armelle. C’erano gli amici di sempre e quelli recenti. Certe persone si rivedevano dopo lustri. Anche la meteorologia pensò di unirsi alla brigata: in quel memorabile 24 luglio ci beccammo un tornado seguito da una tempesta di grandine. In tre minuti, gli invitati erano fradici. Più tardi, dopo che ebbi spento le candeline, tutti anche i giovani Benjamin e Sarah, mi consegnarono una cassetta dove avevano registrato un brano del Viaggio. Era un’idea geniale

Annie François, La lettrice, 2000, tr. it. F. Bruno, Guanda 2000, p. 161

Ogni libro incontrato dalla narratrice durante la sua vita ha una storia, avvincente come un romanzo. Non solo per quello che il libro racconta, ma per il ruolo che ha nella stessa vita di chi lo legge. Che sia stato prestato o impacchettato per un trasloco, trovato su una bancarella, letto durante una malattia, è un testimone dell’esistenza a cui si è intrecciato. Al giorno del compleanno della narratrice, il 24 luglio, si collega per esempio la storia del romanzo dello scrittore francese Céline, Viaggio al termine della notte. Per tanti motivi, che risalgono alla sua adolescenza, la narratrice non è mai riuscita a leggerlo. E i suoi amici più cari decidono di registrarne la lettura, in tante cassette, come regalo per “quel memorabile 24 luglio”.

 

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10 Luglio

10 luglio 2017

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Addio
Luglio 10, lunedì

Al tocco ci trovammo tutti per l’ultima volta alla scuola a sentire i risultati degli esami e a pigliare i libretti di promozione. La strada era affollata di parenti, che avevano invaso anche il camerone, e molti erano entrati nelle classi , pigiandosi fino accanto al tavolino del maestro: nella nostra riempivano tutto lo spazio fra il muro e i primi banchi. C’era il padre di Garrone, la madre di Derossi, il fabbro Precossi, Coretti, la signora Nelli, l’erbaiola, il padre del muratorino, il padre di Stardi, molti altri che non avevo mai visti; e si sentiva da tutte le parti un bisbiglio, un brulichìo, che pareva d’essere in una piazza. Entrò il maestro: si fece un grande silenzio. Aveva in mano l’elenco e cominciò a leggere subito

Edmondo De Amicis, Cuore, 1886, ed. cons.Rizzoli, 1978, p. 421

L’anno scolastico raccontato nel libro Cuore e ambientato in una scuola elementare torinese è quello del 1881-82: è cominciato il 17 ottobre con la presentazione del maestro e dei compagni del narratore, Enrico, ed è proseguito con i resoconti delle vicende avvenute in classe e fuori, le lettere dei genitori e della sorella, i commoventi (e crudeli) racconti mensili, mentre regnava re Umberto e moriva Garibaldi. L’anno scolastico – e il libro – si concludono alla data del 10 luglio, quando il maestro legge i voti degli esami e hanno inizio i tre mesi di vacanza che passeranno “come un sogno”.

 

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2 Luglio

2 luglio 2017

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“Oggi ho tratto l’oroscopo” disse l’Armeno, “e ho veduto che questa sera deve portarmi qualcosa. Saturno minaccia, Marte è neutrale, Giove domina. O Klingsor Li Tai Pe, non siete voi un nato di luglio?”
“Son nato il 2 luglio.”
“Lo pensavo. C’è gran confusione nelle vostre stelle, amico, solo voi potreste interpretarle. La fecondità vi avvolge come una nuvola pronta a scoppiare. Le vostre stelle stanno in uno strano congiungimento, Klingsor; dovreste sentirlo”

Hermann Hesse, L’ultima estate di Klingsor, 1920, tr. it. B. Allason, in Romanzi, I Meridiani Mondadori 1977, p. 627

L’ultima estate del pittore Klingsor trascorre in una località “del sud” fra monti, boschi, vallate, distese di girasoli e amici, con cui parlare di arte e poesia. Il mese di luglio è particolarmente intenso per il pittore, che cerca di fissare i colori infuocati dell’estate al suo culmine, come se presentisse, di lì a poco, il volgere della stagione e della sua stessa vita. Del resto luglio è il suo mese, essendo nato – come veniamo a sapere dall’astrologo che gli fa l’oroscopo – il 2 di luglio. Lo stesso giorno in cui era nato, nel 1877, l’autore del romanzo, Herman Hesse.

 

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15 Giugno

15 giugno 2017

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Adesso il calendario riportava la data di VENERDÌ 15 GIUGNO, e già a gennaio lei aveva scritto su quel foglietto: “15 anni”. La impressionava doppiamente il fatto di compiere 15 anni proprio il giorno 15: una coincidenza del genere non si sarebbe mai più ripetuta

Jostein Gaarder, Il mondo di Sofia, 1991, tr. it. M. Podestà Heir, Longanesi 1994 (2004), p. 301

Due ragazze norvegesi, Sofia e Hilde, stanno per compiere quindici anni il 15 giugno 1990. Le loro vite si sono collegate al principio di maggio, quando Sofia ha cominciato a trovare nella cassetta della posta una strana corrispondenza: lettere che contengono domande filosofiche e cartoline, indirizzate a Hilde, che portano il timbro del 15 giugno. Il tempo che manca al compleanno sarà occupato, per Sofia, da una serie di lezioni sui maggiori filosofi, tenute solo per lei da un personaggio misterioso, mentre Hilde riceverà – proprio il 15 giugno, come regalo di compleanno – la storia di Sofia, in un gioco di specchi e di coincidenze che si concluderà al solstizio d’estate.
(Coincidenze: nell’
Ulisse di Joyce, Milly, la figlia di Leopold e Molly Bloom, compie 15 anni il 15 giugno dell’anno narrato, che è il 1904: “Quindici anni ieri. Strano, anche il quindici del mese”).

 

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11 Giugno

11 giugno 2017

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“11 giugno. Oggi è il mio compleanno. Esattamente settanta anni fa precipitai dal ventre del grande Buio nella Luce e nella Vita. Mio Dio! Mio Dio! è più breve della rabbia di un’ora, più veloce di un sonno pomeridiano. Ul-Jabal mi ha fatto auguri calorosi, ne sembrava impaziente da tempo, e mi ha ricordato che settanta è uno dei numeri fatali, perché i suoi fattori sono sette, cinque e due: l’ultimo denota la dualità di nascita e morte, il cinque l’isolamento, il sette l’infinito. Lo ho informato che era anche il compleanno di mio padre, e di suo padre

Matthew Phipps Shiel, Il principe Zaleski (La pietra dei monaci di Edmundsbury) , 1895, tr. it. A. Carapezza, Sellerio 1986, p. 57

Una pietra preziosa che, se rubata o manomessa, porterebbe alla rovina la famiglia inglese che la possiede da secoli. Il seguace di un’antica setta orientale in cerca della stessa pietra, un tempo appartenuta al fondatore della setta. Il diario di Sir Jocelin Saul, ultimo discendente della famiglia, minacciato di morte. Intorno a tali elementi si svolge la storia di questo caso, risolto dal principe Zaleski, un detective di vasta cultura esoterica. E un velo di magia è posato su tutta la storia, anche sulla data che apre il diario, la data di nascita di Jocelin Saul, che si ripete fatalmente di padre e in figlio: l’undici di giugno.

 

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8 Giugno

8 giugno 2017

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Mai una volta mi è saltato in mente di scoprire da dove veniva l’acqua di casa nostra. Si vede che c’è un pozzo. Te l’immagini! E abbiamo abitato qui fin da quando avevo dieci anni! L’8 giugno 1949. Io sono dei Gemelli. Il mughetto è il fiore del giorno della mia nascita. Lo sapevi che i mughetti sono molto velenosi? Facemmo il trasloco qui il giorno del mio compleanno. Niente festa. L’autotreno rimase incagliato fra i pali del cancello d’entrata proprio il giorno del trasloco

Saul Bellow, Il pianeta di Mr. Sammler, 1970, tr. it. L. Ciotti Miller, Feltrinelli 1981, p.216

Mentre l’amato nipote Elya sta morendo in un ospedale di New York, lo zio Arthur Sammler, un intellettuale polacco settantenne che è arrivato negli Stati Uniti dopo essere scampato alla guerra e all’olocausto, è a New Rochelle, nella casa del nipote. Shula, la figlia di Sammler, durante una conferenza, ha sottratto il manoscritto di un libro sul Futuro della Luna al professore indiano Govinda Lal, per darlo al padre, che da anni sta scrivendo un saggio sullo scrittore di fantascienza Herbert G. Wells. La restituzione di questo manoscritto riunisce in casa  diversi componenti della famiglia e scatena un vivace confronto di opinioni, credenze, aspettative e ricordi. Nel pieno della discussione, ecco che l’appartamento si allaga perché uno dei figli di Elya ha rotto un tubo dell’acqua cercando nelle tubature il denaro che forse il padre vi ha nascosto. L’incidente riporta alla memoria la vita della casa e nella casa, associazioni di pensieri e giornate di vent’anni prima, come l’8 giugno del 1949. Lo scrittore Saul Bellow (1915-2005) festeggiava il suo compleanno il 10 giugno. 

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25 Maggio

25 maggio 2017

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Questi documenti rivelavano tutto di me, eppure non rivelavano nulla. Rivelavano dov’ero nata. Rivelavano che ero nata il venticinque maggio 1949. Rivelavano quanto ero alta. Rivelavano che la mia pelle e i miei occhi avevano lo stesso colore, marrone, sebbene non chiarissero se avevano la stessa sfumatura. Tutti questi documenti dicevano che mi chiamavo Lucy – Lucy Josephine Potter. Io odiavo tutti e tre questi nomi

Jamaica Kincaid, Lucy, 1990, tr. it. A. Di Gregorio, Guanda, 1992, p. 134

Da una piccola isola dei Caraibi dove ha vissuto fino alla maggiore età, Lucy si è trasferita negli Stati Uniti, come governante di quattro bambine. È arrivata in quella parte della terra “in cui l’anno, con tutti i suoi trecentosessantacinque giorni, si divideva in quattro stagioni distinte”. E un anno ha trascorso in casa della famiglia americana. Quando riflette sulla sua data di nascita –  il 25 maggio, che è anche la data di nascita della scrittrice – ha appena cambiato casa e lavoro, cercando di depurare il presente  dai segnali  e dalle presenze del passato. 

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24 Maggio

24 maggio 2017

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Ci fu comunque un giorno in cui sospetto che non dovetti annoiarmi tanto e quel giorno poteva essere solo il 24 maggio, data in cui non scrissi nulla nel diario che interruppi per sempre.
Cosa poteva essere successo per farmelo interrompere così all’improvviso?
(…)
Ora che sapevo del Giudizio Universale che nel maggio del ’63, a un’età del tutto simile alla mia, Lancastre diceva di avere intravisto da adolescente, non fu strano che mi domandassi se non poteva essere esattamente il 24 maggio di quell’anno il giorno in cui lui pensò di aver assistito a quelle scene. E ciò mi fornì il pretesto per telefonare a Vilnius e domandargli se conosceva la data esatta del giorno in cui suo padre aveva avuto quelle strane visioni bibliche in calle Enrique Granados. Se mi avesse risposto che era il 24 maggio, non sarebbe stata una coincidenza da sottovalutare

Enrique Vila-Matas, Un’aria da Dylan, 2012, tr. it. E. Liverani, Einaudi 2012, pp. 269-70

L’idea che il Giudizio Universale sia già avvenuto e che tutti facciano finta di non saperlo è antica ed è richiamata dal narratore di questa intricata storia, dopo aver saputo che lo scrittore Juan Lancastre (di cui sta scrivendo una biografia), ha sostenuto di aver assistito ai preparativi per il Giudizio Universale. La scena si sarebbe svolta a Barcellona, nel maggio del 1963, quando Lancastre aveva quattordici anni. Colpito da questo racconto, il narratore ricorda di aver tenuto un diario, in quella stessa primavera, e di averlo interrotto alla data del 24 maggio, una data in cui può essere accaduto a Barcellona qualcosa di straordinario. Una rivelazione della natura del tempo, o dei tempi, che si infiltrano nella mente di chi inventa storie e le mescola con la realtà. La verifica dell’esattezza della data con il figlio di Lancastre non porta a nulla di sicuro, e il tempo si conferma coerente col nome della piccola orologeria Tempus Fugit, situata in calle Buenos Aires, all’angolo con Villaroel.
Il 24 maggio (del 1941) è la data di nascita di Bob Dylan, l’artista che risuona nel titolo e a cui il figlio di Lancastre somiglia sorprendentemente.

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22 Maggio

22 maggio 2017

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Infine ritornarono Natale, Capodanno… la primavera, e il 22 maggio lasciai l’isola con il kayak carico di provviste; il mare appariva ormai piuttosto sgombro, e il ghiaccio era così levigato, che a un certo punto riuscii a farci scivolare sopra l’imbarcazione, spinto abbastanza velocemente dal vento

Matthew P. Shiel, La nube purpurea, 1901, tr. It. R. Wilcock, Adelphi, 1967, pp. 65-66

175 milioni di dollari sono il premio che verrà assegnato al primo uomo che raggiungerà il Polo Nord, i 90° gradi di latitudine. La solida nave Boreal si è messa in viaggio con diciassette uomini di equipaggio, fra cui il medico Adam Jeffson, esperto di botanica e meteorologia. La spedizione è in viaggio da più due anni e sono accaduti diversi fatti inquietanti, fra i quali è difficile distinguere quali siano allucinazioni: aurore boreali, presenze animali, colonne di ghiaccio intorno a cui pare di vedere una scritta in caratteri misteriosi e addirittura “una lunga data”. Ma il fenomeno più strano è un vapore purpureo profumato di peschi che accompagna l’esplorazione di Adam Jeffson, rimasto via via solo, in mezzo a distese di ghiaccio coperte di carcasse di animali. Il 22 maggio, piena primavera, si avventura col suo kayak sulla strada del ritorno, piena di sorprese apocalittiche.

 

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4 Maggio

4 maggio 2017

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“Non le ho ancora raccontato la parte più strana. Circa sei anni fa, il 4 maggio 1882 per essere precisi, apparve un annuncio sul Times, in cui si chiedeva l’indirizzo della signorina Mary Morstan, precisando che ne avrebbe tratto vantaggio facendosi viva. Non c’era né nome né indirizzo. A quell’epoca, avevo appena preso servizio nella famiglia della signora Cecil Forrester, come governante. Mi consigliò  la signora stessa di scrivere il mio indirizzo negli annunci. Lo stesso giorno mi arrivò con la posta una piccola scatola di cartone, che conteneva una perla molto grande, splendente. Nessuno scritto l’accompagnava. Da allora, ogni anno alla stessa data, mi arriva sempre una scatola uguale, con dentro una perla uguale, senza alcuna traccia del mittente. Un esperto, dopo averle esaminate, le ha giudicate di rara varietà e di inestimabile valore. Potete voi stessi vedere come sono belle”

Arthur Conan Doyle, Il segno dei quattro, 1890, tr. it. M. Buitoni Duca, Rizzoli, 2002, pp. 26-27

Le date rivestono una notevole importanza nelle storie di Sherlock Holmes: giornali, timbri postali, lettere e biglietti scandiscono le vicende con precisione, offrendo la cornice temporale di molte deduzioni. È stato notato per esempio il ricorrere del giorno 4 di vari mesi nello Studio in rosso, il racconto che narra il primo caso risolto a cui partecipa anche il dottor Watson. Nel Segno dei quattro, il caso si presenta nelle vesti di una donna di ventisette anni, la signorina Mary Morstan (futura moglie di Watson), che racconta le strane circostanze che le sono capitate – a partire da sei anni prima – ogni 4 di maggio. 

 

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2 Aprile

2 aprile 2017

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Il 2 di aprile cadeva il secondo anniversario. “Bisogna questa volta celebrarlo fuori di Roma” disse Ippolita. “Bisogna che noi passiamo una gran settimana d’amore, soli, dovunque, ma fuori di qui […] Stabilirono di partire il 2 di aprile, col treno del tocco. Si trovarono alla stazione, per  l’ora stabilita, tra la folla, provando entrambi in fondo al cuore una gioia ansiosa

Gabriele d’Annunzio, Trionfo della morte, 1894, Mondadori 1977, p.71, 75

I due amanti Giorgio Aurispa e Ippolita Sanzio, quasi stupiti di essere arrivati al secondo anniversario della loro storia d’amore,  all’inizio clandestina, cercano sulla guida un luogo dove festeggiare e decidono per la località di Albano. Vi si recano in treno, rievocando continuamente – non senza malinconia –  il giorno del loro primo incontro, avvenuto a un concerto.  Il 2 aprile è la vera data in cui D’Annunzio conobbe Barbara Leoni, a cui la figura di Ippolita è ispirata.

 

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20 Marzo

20 marzo 2017

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Il tempo continuò a trascorrere piacevolmente, alla Grange, finché Catherine raggiunse i sedici anni. L’anniversario della sua nascita non era mai stato festeggiato, perché era anche l’anniversario della morte della padrona: il signore passava invariabilmente quel giorno tutto solo nella biblioteca e, sull’imbrunire, andava al cimitero di Gimmerton, fermandovisi spesso fin dopo la mezzanotte. Catherine non poteva quindi contare che sopra se stessa per divertirsi. Il venti di marzo capitò, quell’anno, in una bella giornata primaverile e, dopoché suo padre si fu ritirato, la padroncina discese vestita da passeggio, e mi disse che voleva andare a fare un giro con me, in brughiera; il signor Linton le aveva dato il permesso, purché non ci allontanassimo troppo, e fossimo di ritorno entro un’ora

Emily Brontë, Cime tempestose, 1847, tr. it. E. Piceni, Rizzoli 1993, p.220

Catherine Earnshaw, la figlia del proprietario della tenuta di Wuthering Heights (Cime tempestose), pur essendo attratta da Heathcliff, un ragazzo orfano cresciuto nella stessa casa, ha sposato l’amico d’infanzia Edgar Linton. Il 20 marzo di un anno alla fine del ‘700, Catherine è morta nel dare alla luce una figlia, che ha preso il suo stesso nome. È questa Catherine che, sedici anni dopo, nel giorno del suo compleanno, si allontana nella brughiera e arriva nei pressi di Wuthering Heights, dove entrerà quel giorno per la prima volta, incontrando Heathcliff, l’uomo che ha amato la madre e che influenzerà anche la sua vita. Raccontate fra il 1801 e il 1802 da un ospite e da una governante, le intricate vicende familiari trovano un motivo temporale ricorrente nel 20 di marzo, anniversario di una morte e di una nascita e principio della primavera, così significativa nel paesaggio inglese. 

 

Dicono del libro

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