27 Aprile | 27 Avril

27 aprile 2018

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Temps – lenteur.
– Après… vous ne savez pas…
– Non… rien… vous non plus…
– C’est vrai, rien.
– Et vous?
– Moi je ne savais rien avant cet instant.
Ils se tournent vers la piazza Navona. Elle dit:
– Moi, je n’ai 
jamais su. On a filmé les fontaines le 27 avril 1982 à onze heures du soir…

Marguerite Duras, Écrire, Gallimard, 1993

Pausa, lentezza.
– Dopo… non sa…
– No… niente…. lei neppure…
– E lei?
– Io non sapevo niente prima di questo istante.
Si voltano verso piazza Navona e lei dice:
– Io non ho mai saputo. Abbiamo filmato le fontane il 27 aprile 1982 alle undici di sera…

Marguerite Duras, Écrire, 1993, tr. it. L. Prato Caruso, Feltrinelli, Milano 1994, p. 74

 

Dicono del libro

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11 Agosto

11 agosto 2017

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Faceva già caldo, i pochi alberi rimasti sulla piazza, avevano il fogliame bruciato dal sole e dal fumo dei treni e facevano ben poca ombra. Ma io pensavo solo ai camioncini e non mi importava del caldo. Dopo una mezz’ora, Jacqueline mi disse che aveva sete e avrebbe bevuto volentieri una gazzosa, il tempo c’era. Le dissi di andare a prenderla da sola, non dovevo lasciarmi sfuggire gli operai; lei ci rinunciò e comprò due gelati. Li mangiammo in fretta: ci colavano tra le dita, erano troppo dolci e ci fecero venire più sete. Era l’11 agosto

Marguerite Duras, Il marinaio di Gibilterra, 1952, tr. it. L. Prato Caruso, Feltrinelli, 1993, pp. 9-10

In una delle prime estati del dopoguerra, una coppia di francesi viaggia in Italia. Nel caldo torrido dell’11 agosto, a Pisa, i due giovani trovano un passaggio sul camioncino di un operaio che li invita in un paesino sulla costa tirrenica. Lì – racconta – si può pescare, passeggiare per il porto e incontrare la leggendaria signora che vive sullo yacht bianco chiamato Gibilterra. Il racconto esercita sul giovane francese una potente attrazione che lo porterà davvero a incontrare la signora del Gibilterra e a imbarcarsi sul suo yacht per un viaggio dalle innumerevoli soste e fughe, che lo allontana per sempre dalla vita precedente.

Dicono del libro

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27 Aprile

27 aprile 2017

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1758: La sua crescente notorietà presso la classe dominante gli procura un incarico della Regina di preparare “qualcosa di speciale” per un pranzo con l’Ambasciatore di Spagna. Egli sgobba notte e giorno eseguendo centinaia di prove e finalmente, alle 4 e 17 del mattino del 27 aprile 1758, annuncia una creazione consistente in più strisce di prosciutto racchiuse, sopra e sotto, tra due fette di pane di segale. E in un impeto di ispirazione guarnisce il capolavoro con della senape. Questo avvenimento provoca un’immediata sensazione e gli viene commissionata la preparazione dei pranzi del sabato per tutto il resto dell’anno

Woody Allen, Saperla lunga, 1966, tr. it. A. Episcopi e C. Berberian, Bompiani 1973, p.60

Vita umoristica e immaginaria del vero conte di Sandwich, il cui nome è effettivamente legato al panino farcito. Tutte le fasi della sua esistenza, trascorsa nel Settecento, vengono ricondotte al tema dello spuntino e della combinazione fra pane, roast-beef e prosciutto, fino ad arrivare alla mattina del 27 aprile, quando avviene l’invenzione che porta il suo nome, in qualche modo ancora collegata all’idea di velocizzare i pasti, guadagnando tempo per altre occupazioni. 

 

Dicono del libro

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