11 Agosto | le 11 août

11 agosto 2018

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Il faisait déjà chaud. Les quelques arbres qui restaient sur la place avaient leur feuillage brûlé par le soleil et la fumée des trains et ils ne donnaient que très peu d’ombre. Je ne pensais qu’aux camionnettes et ça mìétait égal d’avoir chaud. Au bout d’une demi-heure Jacqueline me dit qu’elle avait soif, qu’elle aurait bien bu une limonade, qu’on avait le temps. Je lui dis d’y aller seule parce que moi, je ne voulais pas rater les ouvriers. Elle y renonça et acheta des gelati. Nous les mangeâmes vite, ils fondaient dans nos doigts, ils étaient trop sucré et augmentèrent notre soif. C’était le 11 août. 

Marguerite Duras, Le marin de Gibaltrar, 1952

Faceva già caldo, i pochi alberi rimasti sulla piazza, avevano il fogliame bruciato dal sole e dal fumo dei treni e facevano ben poca ombra. Ma io pensavo solo ai camioncini e non mi importava del caldo. Dopo una mezz’ora, Jacqueline mi disse che aveva sete e avrebbe bevuto volentieri una gazzosa, il tempo c’era. Le dissi di andare a prenderla da sola, non dovevo lasciarmi sfuggire gli operai; lei ci rinunciò e comprò due gelati. Li mangiammo in fretta: ci colavano tra le dita, erano troppo dolci e ci fecero venire più sete. Era l’11 agosto

Marguerite Duras, Il marinaio di Gibilterra, 1952, tr. it. L. Prato Caruso, Feltrinelli, 1993, pp. 9-10

In una delle prime estati del dopoguerra, una coppia di francesi viaggia in Italia. Nel caldo torrido dell’11 agosto, a Pisa, i due giovani trovano un passaggio sul camioncino di un operaio che li invita in un paesino sulla costa tirrenica. Lì – racconta – si può pescare, passeggiare per il porto e incontrare la leggendaria signora che vive sullo yacht bianco chiamato Gibilterra. Il racconto esercita sul giovane francese una potente attrazione che lo porterà davvero a incontrare la signora del Gibilterra e a imbarcarsi sul suo yacht per un viaggio dalle innumerevoli soste e fughe, che lo allontana per sempre dalla vita precedente.

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6 Agosto | August 6.

6 agosto 2018

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August 6. This day we were blessed by a brisk and continual rain, lasting from about noon until after dark. Bitterly did we now regret the loss of our jug and carboy; for, in spite of the little means we had of catching the water, we might have filled one, if not both of them. As it was, we contrived to satisfy the cravings of thirst by suffering the shirts to become saturated, and then wringing them so as to let the grateful fluid trickle into our mouths. In this occupation we passed the entire day.

Edgar Allan Poe, The Narrative of Arthur Gordon Pym, 1838

6 agosto. Si ebbe quel giorno la benedizione di una pioggia fitta e continua che durò da mezzogiorno sin quasi all’imbrunire. Rimpiangemmo allora amaramente la perdita della nostra brocca e della nostra damigiana; dappoiché, nonostante i mezzi insufficienti di cui ci trovavamo a disporre per raccogliere l’acqua, avremmo certo potuto riempire l’una o l’altra, se non proprio tutte e due. Riuscimmo, in ogni modo, a calmare gli ardori della nostra sete lasciando che le camicie si impregnassero d’acqua per spremerci quindi in bocca, torcendole, il liquido benefico. Fu intenti a questo che trascorremmo la giornata

Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym, 1838, tr. it. E. Vittorini, ed. cons. Mondadori, 1990, p. 132

Nell’inquietante viaggio del giovane Arthur Gordon Pym, imbarcatosi di nascosto sulla baleniera Grampus, le date fissano eventi come l’ammutinamento dei marinai, le tempeste, la discesa in terre enigmatiche e pericolose, la perdita delle provviste, con la conseguente ricerca disperata dell’acqua da bere. La pioggia del 6 agosto, in una zona a sud dell’equatore, è una benedizione, che prelude all’avvistamento – il giorno successivo – di una goletta. L’acqua raccolta ingegnosamente durante la pioggia australe diventa quasi un modo di tenere la scansione del tempo, nel lungo vagare del protagonista per mari e terre che ancora sfuggono alla misura.

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30 Luglio | 30 juillet

30 luglio 2018

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La jeune fille écrit sur la carte postale.
Sur la carte postale, du côté de l’écriture, il y a maintenant le nom de la jeune fille, la date, 30 juillet 1980, et la date et l’heure à laquelle il devra venir dans dix ans, le 30 juillet 1990, minuit.
Du côté de l’image il y a l’endroit de la plage de la veille, au croisement du chemin des tennis, de la promenade et de la rue de Londre, si belle, elle dit, la plus belle de toutes, sa préférée, belle comme  un tunnel de lumière de soleil devant la mer

Marguerite Duras, Yann Andréa Steiner, 1992

La ragazza scrive la cartolina. Sulla cartolina, dalla parte della corrispondenza ora c’è il nome della ragazza, la data, 30 luglio 1980 e la data e l’ora in cui lui dovrà tornare tra dieci anni, il 30 luglio 1990, a mezzanotte. Dalla parte dell’illustrazione c’è il punto della spiaggia del giorno prima, all’incrocio tra il sentiero per i campi da tennis, la passeggiata e la rue de Londres, così bella dice lei, la più bella di tutte, la sua preferita, bella come un tunnel di luce del sole davanti al mare

Marguerite Duras, Yann Andréa Steiner, 1992, tr. it. L. Prato Caruso, Feltrinelli 1993, p.75

Estate del 1980: la storia della convivenza della narratrice con un giovane, Yann, che potrebbe essere suo figlio, è intrecciata con altre storie, immaginate o intuite nella stessa estate nella località delle Roches Noires, nel nord della Francia. In una di queste storie, la giornata del 30 luglio, una giornata in cui il cielo sembra “di lacca azzurra”, è richiamata due volte: nel presente del racconto (il 1980) e nel futuro 1990, in uno strano appuntamento nel tempo fissato su una cartolina comprata nel bazar.

 

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27 Aprile | 27 Avril

27 aprile 2018

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Temps – lenteur.
– Après… vous ne savez pas…
– Non… rien… vous non plus…
– C’est vrai, rien.
– Et vous?
– Moi je ne savais rien avant cet instant.
Ils se tournent vers la piazza Navona. Elle dit:
– Moi, je n’ai 
jamais su. On a filmé les fontaines le 27 avril 1982 à onze heures du soir…

Marguerite Duras, Écrire, Gallimard, 1993

Pausa, lentezza.
– Dopo… non sa…
– No… niente…. lei neppure…
– E lei?
– Io non sapevo niente prima di questo istante.
Si voltano verso piazza Navona e lei dice:
– Io non ho mai saputo. Abbiamo filmato le fontane il 27 aprile 1982 alle undici di sera…

Marguerite Duras, Écrire, 1993, tr. it. L. Prato Caruso, Feltrinelli, Milano 1994, p. 74

 

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27 Aprile

27 aprile 2017

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1758: La sua crescente notorietà presso la classe dominante gli procura un incarico della Regina di preparare “qualcosa di speciale” per un pranzo con l’Ambasciatore di Spagna. Egli sgobba notte e giorno eseguendo centinaia di prove e finalmente, alle 4 e 17 del mattino del 27 aprile 1758, annuncia una creazione consistente in più strisce di prosciutto racchiuse, sopra e sotto, tra due fette di pane di segale. E in un impeto di ispirazione guarnisce il capolavoro con della senape. Questo avvenimento provoca un’immediata sensazione e gli viene commissionata la preparazione dei pranzi del sabato per tutto il resto dell’anno

Woody Allen, Saperla lunga, 1966, tr. it. A. Episcopi e C. Berberian, Bompiani 1973, p.60

Vita umoristica e immaginaria del vero conte di Sandwich, il cui nome è effettivamente legato al panino farcito. Tutte le fasi della sua esistenza, trascorsa nel Settecento, vengono ricondotte al tema dello spuntino e della combinazione fra pane, roast-beef e prosciutto, fino ad arrivare alla mattina del 27 aprile, quando avviene l’invenzione che porta il suo nome, in qualche modo ancora collegata all’idea di velocizzare i pasti, guadagnando tempo per altre occupazioni. 

 

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