8 Settembre | September 8

8 settembre 2018

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Perhaps Anne has another week before time stops for her. As for myself, three weeks? It’s curious to think that, say, precisely 3:47 P. M. September 8, time will stop forever. A single microsecond will flash past unnoticed for everyone else, but for me will last an eternity. I’d better decide how I want to spend it!

James G. Ballard, Memories of the Space Age, 1982

Forse Anne ha un’altra settimana prima che per lei il tempo si fermi definitivamente. Quanto a me, tre settimane, forse? È strano pensare che, diciamo alle 15:47 precise dell’8 settembre, il tempo si fermerà per sempre. Un unico microsecondo scorrerà senza che nessun altro lo noti, ma per me durerà un’eternità. Farei meglio a decidere come voglio trascorrerlo!

James G. Ballard, Ricordi dell’era spaziale, 1982, tr. it. L. Briasco, in Tutti i racconti, vol. 3 1969-1992, Fanucci, 2007, p. 446

C’è ancora qualche data nel mondo del dottor Mallory, ex medico della Nasa afflitto – come la moglie Anne – da strani attacchi durante i quali il tempo sembra rallentare. Arrivato da Vancouver a Cape Kennedy in cerca di Hinton – un astronauta che ha ucciso il co-pilota – e di una spiegazione del fenomeno, Mallory si accorge che tutto il centro spaziale e l’intera Florida è coinvolta nella deformazione del passaggio del tempo. Il tempo, “come una pellicola in un proiettore difettoso, si muoveva a ritmo irregolare, rallentando a tratti fino a fermarsi”. Nei grandi alberghi vuoti, fra le rovine del centro spaziale, fra pochi esseri viventi – gli animali di uno zoo, molti uccelli, la figlia del pilota ucciso, l’astronauta Hinton che sta cercando di fuggire dal tempo attraverso la competenza nel volo – Mallory si muove in un tempo “ agglutinato”. Fra la fine di agosto e i primi giorni del mese successivo, registra ancora gli effetti di questa esperienza su di sé e sulla moglie, in attesa del momento in cui il presente si sarebbe fermato su un unico istante, forse nella luce vivida del pomeriggio dell’8 settembre.

Dicono del libro

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Buon Anno Patafisico 142

L’8 settembre del 1873, nasceva a Laval (Mayenne) lo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry (1873-1907). A lui si deve l’elaborazione del “personaggio prodigioso” di Ubu – che fa la sua comparsa nella rappresentazione teatrale Ubu Roi del 1896 – e della Patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie, delle eccezioni, delle infinite interpretazioni.
Dissacrante e paradossale, la forza di Ubu cresce nel tempo e dà origine al College de ‘Pataphysique di Francia nel 1948, all’Institutum Patafisicum Mediolanense nel 1964 e via via ad altre filiazioni, fra le quali anche il Collage de ‘Pataphysique.

Almanach illustré du Père Ubu, 1900

Ispirandosi ai calendari che compaiono nell’Almanach illustré du Père Ubu, in cui le festività e i nomi dei santi sono reinterpretati (e l’8 settembre è la Nativité du Père Ubu), il College de Pataphysique in Francia realizza un Calendario Patafisico Perpetuo, composto di 13 mesi e fissa l’inizio dell’Era Patafisica a partire dalla data di nascita di Jarry.
L’8 settembre è il capodanno di questa nuova scansione del tempo che ha inizio nel mese chiamato Absolu – Assoluto. Secondo questo calendario, l’8 settembre 2014 (volgare) corrisponde all’anno patafisico 142.

Il calendario patafisico nel sito del College de pataphysique e la versione italiana nel sito del Collage de Pataphysique curato da Tania Lorandi. 

Antonella Sbrilli (@asbrilli)