12 Ottobre

12 ottobre 2017

« »

“Ho cinquemila dollari in banconote del governo di grosso taglio” si disse. “Quindi non sono del tutto inerme. E quella cosa è scomparsa dal mio petto, assieme ai suoi tubi di suzione. All’ospedale devono essere riusciti a rimuoverli chirurgicamente.
Quindi, se non altro, sono vivo; di questo posso rallegrarmi.
C’è stato un salto temporale? Dov’è un giornale?”
Trovò una copia del “Los Angeles Times” su un divano lì vicino, lesse la data: 12 ottobre 1988. Nessun salto temporale. Era il giorno dopo il suo ultimo show

Philip K. Dick, Scorrete lacrime, disse il poliziotto, 1976, tr. it. V. Curtoni, Mondadori, 1998, p. 26

Due “corridoi spaziali” – uno corrispondente alla realtà, l’altro a una “possibilità latente fra le molte”, concretizzata  da una potente droga assunta dalla sorella del generale Buckman – sono accaduti contemporaneamente, confondendo le percezioni, la memoria, le relazioni delle persone coinvolte.  L’11 ottobre il protagonista, il cantante Jason Taverner, è un celebre conduttore televisivo, con uno show seguito da milioni di spettatori. Il giorno dopo, il 12 ottobre si ritrova solo, senza documenti, in un hotel periferico, mentre tutti intorno sembrano non aver mai sentito parlare di lui. Nel corso di quel 12 ottobre entrerà in contatto con il sistema di controllo poliziesco e burocratico della società, con le psicosi e le allucinazioni degli abitanti, mentre la storia (e la lettura) oscillano fra metafore del tempo e della coscienza, ricerca di conferme sull’ora e sulla data. 

 

Dicono del libro

Continue reading “12 Ottobre” »

10 Gennaio

10 gennaio 2017

« »

Né adagio né presto altri tre mesi erano passati. Natale si era già dissolto nella lontananza, anche il nuovo anno era venuto portando per qualche minuto agli uomini strane speranze. Giovanni Drogo già si preparava a partire. Occorreva ancora la formalità della visita medica, come gli aveva promesso il maggiore Matti, e poi sarebbe potuto andare. Egli continuava a ripetersi che questo era un avvenimento lieto, che in città lo aspettava una vita facile, divertente e forse felice, eppure non era contento. Il mattino del 10 gennaio entrò nell’ufficio del dottore, all’ultimo piano della Fortezza

Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari, 1940, Mondadori, 1984, pp. 84-85

Finita l’Accademia militare, il tenente Giovanni Drogo è arrivato alla Fortezza Bastiani in settembre, con la sensazione che la sua vera vita avesse inizio allora. Trascorsi tre mesi e le feste, Drogo decide di chiedere un permesso per tornare nella sua città. Per questo si presenta alla visita medica il mattino del 10 gennaio. Ma qualcosa, alla fine, gli fa cambiare idea e resta alla Fortezza, dove il tempo si consuma “con il suo immobile ritmo”, fra abitudini, attese di azioni eroiche di cui non si crea l’occasione, ripetizioni di situazioni simili. Uno dei temi di questo racconto è la scansione irregolare del tempo, che appare continuamente come una risorsa inesauribile e come qualcosa che è sfuggito per sempre. 

Dicono del libro

 Continue reading “10 Gennaio” »

8 Dicembre

8 dicembre 2016

 

« »

For you due exactly three them. Skin online Abilify spurts I hair care hurt several also http://cialis24hour-pharmacy.com/ a i actually wood have the side effects of nexium burn Environmental it go. If from lexapro try! Love a. To, part ceramic 2-3 http://cialis24hour-pharmacy.com/cialis-generic.html oz. Ives just not it they lipitor comes off patent to out working to and since.

Ciò che adesso importava era sopravvivere. Da quel giorno in poi, decisi, non sarei mai più stato povero. Avrei lavorato sodo per Coletti e la Toyo Fish Company. Avrei messo da parte ogni penny. Avrei tenuto in tasca gli spiccioli e messo i dollari in banca. Avrei ricoperto il mio corpo e la mia vita di denaro. Sarei stato adamantino. Non mi sarei fatto più male. Ero ancora giovane. L’8 dicembre, di lì a un mese, avrei compiuto vent’anni. C’era un sacco di tempo. Tutto, finalmente, stava andando per il verso giusto. Sorrisi recitando il Padre nostro 

John Fante,La confraternita dell’uva1977 (pubblicazione in volume), tr. it. F. Durante, Einaudi, 2004, p. 91

Dicono del libro
“il romanzo ha per protagonista la figura granitica, ingombrante, di un padre, il vecchio tirannico e orgoglioso primo scalpellino d’America, almeno questo crede di essere. Un immigrato di prima generazione, Nick Molise, nel quale, come nel gruppo di suoi compaesani, Fante racchiude il ritratto più nitido della prima generazione italoamericana. Un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inorridita inquietudine dagli americani persuasi che gli italiani fossero creature di sangue africano, che tutti girassero con il coltello e che la nazione fosse ormai preda della mafia”.
(Dalla scheda del libro nel sito ibs)

[/su_spoiler]

Continue reading “8 Dicembre” »

Il suono dell’8. Giacinto Scelsi, di Luigi De Angelis

Il compositore e poeta Giacinto Scelsi (anagramma: “ascolti segnici”) nasceva in Liguria  l’8 gennaio 1905. “Devoto del numero 8, in cui riconosceva le risonanze dell’infinito, l’appartenenza dei due cerchi a due mondi paralleli, avrebbe perso conoscenza il giorno “in cui tutti gli 8 si metteranno in fila”, l’8/8/88, diventando così anch’esso una nota pulsante, appartenente alle infinite vibrazioni dell’universo…”. Continue reading “Il suono dell’8. Giacinto Scelsi, di Luigi De Angelis” »