5 Gennaio | January 5

5 gennaio 2019

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On January the Fifth, 1888—that is eleven months and four days after—my uncle, Edward Prendick, a private gentleman, who certainly went aboard the Lady Vain at Callao, and who had been considered drowned, was picked up in latitude 5° 3′ S. and longitude 101° W. in a small open boat of which the name was illegible, but which is supposed to have belonged to the missing schooner Ipecacuanha. He gave such a strange account of himself that he was supposed demented. Subsequently he alleged that his mind was a blank from the moment of his escape from the Lady Vain. His case was discussed among psychologists at the time as a curious instance of the lapse of memory consequent upon physical and mental stress. The following narrative was found among his papers by the undersigned, his nephew and heir, but unaccompanied by any definite request for publication.

Herbert G. Wells, The Island of Doctor Moreau, 1895

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“Il 5  gennaio del 1888 – vale a dire  undici mesi e quattro giorni dopo – mio zio, Edward Prendick, un gentiluomo riservato, che si era certamente imbarcato sulla Lady Vain a Callao e che si supponeva annegato, fu recuperato a 5° e 3’ di latitudine Sud e 101° di longitudine Ovest, in una piccola imbarcazione dal nome illeggibile, ma che si poteva presumere fosse appartenuta alla goletta dispersa Ipecacuanha. Di sé egli fece un resoconto tanto strano da credere che fosse pazzo”

Herbert G, Wells, L’isola del dottor Moreau, 1895

 

 

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10 Novembre | November 10

10 novembre 2018

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And so, incredible as it may seem, in the study of the little house behind the Congregational Chapel, on the evening of Sunday, Nov. 10, 1896, Mr. Fotheringay, egged on and inspired by Mr. Maydig, began to work miracles. The reader’s attention is specially and definitely called to the date. He will object, probably has already objected, that certain points in this story are improbable, that if any things of the sort already described had indeed occurred, they would have been in all the papers at that time

H. G. Wells, The man who could work miracles, 1900

E così, per quanto incredibile possa sembrare, nello studio della casetta dietro la cappella congregazionalista, la sera di domenica 10 novembre 1896, il signor Fotheringay, sollecitato e invitato dal signor Maydig, cominciò a compiere miracoli. L’attenzione del lettore è richiamata in modo particolare e ben determinato sulla data. Egli obietterà, probabilmente ha già obiettato, che alcuni punti di questa storia sono improbabili, che se qualcosa del genere fosse veramente accaduto, sarebbe stato su tutti i giornali un anno fa

Herbert G. Wells, L’uomo che poteva compiere miracoli, 1900, tr. it. P. Carta, in Racconti, Garzanti 1985, pp.130-31

La storia raccontata da Wells inizia e termina un sabato di novembre nel bar del “Long Dragon”, in cui si discute di miracoli fra scettici, come il signor Fotheringay, e possibilisti. Fra il principio e la fine della storia si insinua – forse – la domenica 10 novembre, quando Fotheringay, accortosi di avere dei poteri miracolosi, comincia ad usarli. Prima compie piccoli prodigi e poi via via osa azioni sempre più audaci. Con il proposito di migliorare il mondo, si ritrova addirittura a fermare il tempo, con conseguenze inimmaginabili, apocalittiche ma anche, nel racconto, reversibili. 

Dicono del libro

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