12 Agosto

12 agosto 2014

 

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Erano otto anni che Ruth Young, il dodici agosto, perdeva la voce. La prima volta era capitato quando aveva traslocato in casa di Art, a San Francisco. Per diversi giorni, dalla bocca non le erano usciti altro che sibili, un po’ come un bollitore dimenticato sul fornello. Lì per lì, aveva pensato che si trattasse di un virus, o forse di un’allergia a qualche muffa strana che cresceva solo lì. L’anno successivo, proprio quando cadeva il primo anniversario della loro convivenza, aveva perso di nuovo la voce e Art, scherzando, aveva alluso alla possibile natura psicosomatica di quella laringite. E lei aveva cominciato a chiedersi di cosa si trattasse esattamente. Si ricordò che una volta, da bambina, quando si era rotta un braccio, per alcuni giorni aveva perso la voce. Come mai? Nel secondo anniversario della loro convivenza, Ruth e Art erano andati ad ammirare le stelle, nel Parco Nazionale dei Monti Tetons. A sentire il dépliant del parco, “durante il picco delle Perseidi, attorno al dodici agosto, il cielo è solcato da centinaia di stelle cadenti o filanti”

Amy Tan, La figlia dell’aggiustaossa, 2001, tr. it. L. Noulian, Feltrinelli, Milano, 2002, p. 17

Le stelle cadenti visibili nelle notti di agosto, a cui si affidano i desideri, sono invece – per la vecchia madre cinese di Ruth – legate ai fantasmi, e non vanno guardate. Ruth, cresciuta negli Stati Uniti, editor di libri di successo, è figlia della combattiva LuLing, che non ha mai imparato bene la lingua inglese e che porta con sé le storie della famiglia d’origine, racchiuse in un diario scritto in cinese. Anche nella sua casa americana, LuLing mantiene acceso il contatto con i morti della sua stirpe, attraverso riti e oggetti magici. Nel corso della storia, Ruth viene via via in contatto con i segreti della sua famiglia, e con la dimensione prodigiosa dell’esistenza, che si rivela attraverso i segni più impensati, come – per lei – la perdita ricorrente della voce ogni 12 di agosto, in corrispondenza con il periodo delle stelle cadenti.

Dicono del libro
“LuLing e Ruth. Madre e figlia. Cina e Stati Uniti. Due persone, due mondi si affrontano e si intersecano in un delicato arazzo di affetti e rancori. Ruth, quarantasei anni, è cinese solo nelle fattezze: la sua professione, la lingua, il modo di interpretare la realtà sono quelli di un’americana di oggi. LuLing ha più di settant’anni. La tragica occupazione nipponica precedente la Seconda guerra mondiale e una serie di disgrazie familiari l’hanno costretta a lasciare il suo paese. Pur avendo vissuto per mezzo secolo negli Stati Uniti, è profondamente legata alla terra d’origine: le sue paure, le ansie e le superstizioni sono ancora quelle di una figlia dell’Impero Celeste”.
(Dalla quarta di copertina dell’ed. Feltrinelli, op. cit.)

 

Altre storie che accadono oggi

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“… Così io sono seduto qui, oggi 12 Agosto 1766, in casacca viola e ciabatte gialle, senza né parrucca né berretto in capo, il più tragicomico avveramento della sua profezia…”
Laurence Sterne, La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo

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“… Era uscito per salutare… era a capo scoperto sotto il sole… era tornato in casa… era sabato 12 agosto…”
Muriel Spark, La porta di Mandelbaum

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“… questa settimana farai il bar-mitzvah… agosto… 12 di agosto… sì”…”
David Grossman, Ci sono bambini a zigzag (segnalazione di Sandra Muzzolini)

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“… è la data della mia nascita. 12/8/57. Uno e due, otto, cinque e sette. Bravo!…”
David Grossman, Ci sono bambini a zigzag (segnalazione di Sandra Muzzolini)

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“… ci aveva lavorato per altri cinque mesi prima di presentare la versione definitiva il 12 agosto, in una proiezione privata…”
Paul Auster, Il libro delle illusioni

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“… si bevve la cioccolata calda il dodici di agosto e poi andò in processione a portare il santissimo…”
Marco Malvaldi, Odore di chiuso

 

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