16 Luglio

16 luglio 2013

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Il giorno dopo, 16 luglio, rifeci il medesimo percorso, spingendomi un poco oltre. Notai pertanto che il torrente e i prati a poco a poco scomparivano e subentrava una zona più boscosa; qui trovai frutti di varie specie, e in particolare un gran numero di meloni sul terreno, e uva che cresceva sugli alberi; infatti la vite si era abbarbicata ai rami degli alberi, e i grappoli, in piena maturazione, pendevano turgidi e succosi. Questa scoperta inaspettata mi allietò moltissimo; ma ne mangiai con parsimonia, memore della precedente esperienza vissuta in Barberia, ove molti prigionieri inglesi erano morti di febbre e dissenteria, causate appunto dall’ingestione dell’uva. Ma io ebbi un’eccellente idea: pensai di farla essiccare al sole per conservarla come si conserva l’uva passa, convinto che sarebbe stata, come infatti fu, tanto sana quanto gradevole al gusto, nella stagione in cui non avessi potuto disporre di frutta fresca. Trascorsi in quel luogo tutta la sera, senza far ritorno alla mia abitazione, e fu questa – lo dirò per inciso – la prima notte che dormii fuori casa 

Daniel Defoe, Robinson Crusoe, 1719, tr. it. R. Mainardi, ed. cons. Garzanti, 2003, p. 106

Naufragato alla fine di settembre su un’isola “malaugurata e derelitta”, Robinson Crusoe, dopo un periodo di disperazione, ha iniziato la sua lotta per sopravvivere. Ha allestito una tenda e scavato un rifugio, mentre il tempo passa fra piogge torrenziali, vampate di caldo e anche un terremoto. In luglio – così racconta nel suo diario – è appena guarito da una febbre terzana, e ha cominciato a esplorare l’isola, risalendo un corso d’acqua. Il 16 luglio non solo trova meloni e uva utili per le sue provviste, ma ha anche la prima occasione di dormire lontano dal suo rifugio, passando la notte su un albero. Da quel 16 luglio, trascorreranno molti anni prima dell’incontro con Venerdì, dell’arrivo di una nave inglese e del ritorno a casa, anni durante i quali Robinson elabora una sua personale scansione del tempo, dove spiccano l’anniversario del naufragio e l’alternarsi delle stagioni secche e piovose. 

Dicono del libro
“Inquietudine e solitudine sono gli elementi essenziali del personaggio e del mito di Robinson; sono gli elementi che sottolinea lo stesso De Foe e quanti per primi esaltarono il romanzo. Sono gli elementi che vengono in primo piano anche nelle letture più attuali e che continuano ad alimentare un fascino che non conosce diminuzioni. Il tempo sembra non essere passato per il mito del naufragio”.

(Dal Profilo storico-critico di A. G. Rossi nell’ed. Garzanti, op. cit.)

Altre storie che accadono oggi

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“…Martedì 16 luglio. È piovuto di notte, all’improvviso e forte, nel solito modo delle Gilbert…”
Robert Louis Stevenson, Nei mari del Sud

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“… Il 16 luglio all’alba partiva per la costa di Bretagna…”
Giuseppe Antonio Borgese, Rubè

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“… Il 16 luglio comprai una sterlina; durante il giorno non la guardai…”
Jorge Luis Borges, Lo Zahir 

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“… Il 16 luglio del 1946 Gaspare Ferri s’imbarcò insieme a tanti altri per fare ritorno in Italia…”
Marco Rufini, Il lago

 


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