April 1818 Aprile

18 aprile 2013

I go up Richmond Hill, along the terrace, into the park. It’s the 18th of April–the same day as it is here. It’s spring in England. The ground is rather damp.

Virginia Woolf, The voyage out

 

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Vado su per la collina di Richmond, lungo la terrazza, dietro il parco. È il 18 di aprile… lo stesso giorno di qui. È primavera in Inghilterra. Il terreno è piuttosto umido. Però io traverso la strada e continuo sull’erba e camminiamo e io canto, come faccio sempre quando sono sola, finché arriviamo in un punto aperto di dove si può vedere tutta Londra in basso, quando la giornata è chiara. Qui il campanile della chiesa di Hampshire, laggiù la cattedrale di Westminster e all’incirca qui i comignoli delle fabbriche. In genere c’è foschia sulla parte inferiore di Londra; ma spesso il cielo  sopra il parco è azzurro

Virginia Woolf, La crociera, 1913, tr. it. O. Previtali, Rizzoli 1993, p. 223

Dopo una lunga traversata su una nave da crociera, la giovane Rachel Vinrace si trova a Santa Marina “un paese dell’America tropicale fuori della storia”. Il tempo trascorre in letture, fidanzamenti, balli, conversazioni. Ed è in una conversazione fra Rachel e l’amico Terence che il 18 aprile è chiamato in causa: il tema del dialogo  è immaginare – e descrivere – la vita nella casa di Richmond, dove Rachel abita quando è in Inghilterra. Mentre illustra il luogo, la ragazza lo colloca nello “stesso giorno di qui”, 18 aprile:  una porzione di tempo che accade contemporaneamente  in un altro spazio. Lontano fisicamente, ma dove si continua a essere con la memoria e  l’immaginazione. 

 

Dicono del libro
La crociera è il primo romanzo che Virginia Woolf scrisse. Lo pubblicò nel 1913: aveva trentun anni. È una vicenda di amore e di morte, sviluppata fuori dei canoni del tardo romanticismo. La Woolf, già al suo debutto, è uno scrittore definito: già qui insegue l’incrociarsi impalpabile della vita dei sentimenti a quella dell’apparenza quotidiana. Rachel e Terence, i due innamorati, si rincorrono, attratti in una sorta di aereo campo magnetico, quasi senza sfiorarsi”
(dalla quarta di copertina dell’ed. Rizzoli, op. cit.)


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