25 Luglio

25 luglio 2014

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Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perché? (…)
Era il venticinque di luglio del millenovecentotrentotto, e Lisbona scintillava nell’azzurro di una brezza atlantica, sostiene Pereira

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, 1994, Feltrinelli, p.10

Lisbona: la data del 25 luglio del 1938 segna l’inizio della storia narrata nel romanzo Sostiene Pereira. È in quel giorno, infatti, che Pereira, anziano responsabile delle pagine culturali di un giornale del pomeriggio, il “Lisboa”, fa la conoscenza del giovane Francesco Monteiro Rossi. Si sono sentiti al telefono: Pereira ha proposto al giovane di tenere una rubrica sul giornale e si incontreranno la sera stessa, a una festa in Praça da Alegria, dove Pereira conoscerà anche l’amica di Monteiro, Marta, entrando in contatto con le loro idee libertarie, antagoniste al regime di Salazar. Mentre nel pomeriggio dall’oceano arriva la nebbia e Lisbona “si trova avvolta in un sudario di calura”, la vita di Pereira comincia a cambiare, quel 25 luglio, 1938, trentotto gradi.

Dicono del libro
“Lisbona, 1938. L’opprimente dittatura di Salazar, l’infuriare della guerra civile spagnola alle porte, il fascismo italiano sullo sfondo. Pereira è un ex giornalista di cronaca nera cui è stata affidata la pagina culturale di un mediocre giornale del pomeriggio, il ‘Lisboa’. Pereira ha un senso mortuario della cultura: predilige gli elogi funebri degli scrittori scomparsi, la letteratura del passato, i necrologi anticipati. Trova in Monteiro Rossi, un giovane di origine italiana, e nella sua fidanzata Marta, due bizzarri quanto improbabili collaboratori. Una collaborazione che porterà a uno sconvolgimento nella vita del vecchio giornalista, a una intensa maturazione e infine a una dolorosa presa di coscienza”.
(Dalla bandella dell’ed. Feltrinelli, op. cit.)

Altre storie che accadono oggi

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“… Fatto ciò, rincasai, consolai come potei la mia padrona di casa e dopo essere stato con sua figlia mi coricai. Era la sera del 25 luglio 1755…”
Giacomo Casanova, Storia della mia vita

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“… La sera del 25 luglio del 1943, verso le undici, il Segretario della Regia Ambasciata d’Italia a Berlino, Michele Lanza, se ne stava adagiato su una poltrona…”
Curzio Malaparte, La pelle

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“… Il 25 luglio 1943 – questa data che poi non significò più un giorno di calendario, ma un imperioso richiamo alla fine e al principio di opposti periodi…”
Mario Tobino, Il clandestino

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“… Frattanto, il 25 luglio, il Duce, rimasto senza più séguito nella mala sorte, era stato deposto…”
Elsa Morante, La Storia

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“… Venne poi il 25 luglio e Leone lasciò il confino e andò a Roma. Io restai ancora lì…”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

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“… La sera del 25 luglio 1880 Billy the Kid attraversò al galoppo, sul suo pezzato, la strada principale (e unica) di Fort Sumner…”
Jorge Luis Borges, Morti perché sì

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“… Alle sette della mattina del 25 luglio chiamò Ardis Hall dall’ufficio postale di Malahar…”
Vladimir Nabokov, Ada, o ardore

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“… consultai invano la mia agendina per sapere che cosa mai potesse festeggiare, quella baldoria. Era il 25 luglio…”
Michel Tournier, Mezzanotte d’amore