7 Novembre

7 novembre 2014

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Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628, don Abbondio, curato d’una delle terre accennate di sopra: il nome di questa, né il casato del personaggio, non si trovan nel manoscritto, né a questo luogo né altrove. Diceva tranquillamente il suo ufizio, e talvolta, tra un salmo e l’altro, chiudeva il breviario, tenendovi dentro, per segno, l’indice della mano destra, e, messa poi questa nell’altra dietro la schiena, proseguiva il suo cammino, guardando a terra, e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero: poi alzava il viso, e, girati oziosamente gli occhi all’intorno, li fissava alla parte d’un monte, dove la luce del sole già scomparso, scappando per i fessi del monte opposto, si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e inuguali pezze di porpora

Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1827-40, ed. cons. Garzanti, 1981, pp. 7-8

La vicenda narrata ne I promessi sposi ha inizio nel novembre del 1628, a ridosso della rivolta di San Martino, provocata dalla carestia. La  data scelta da Manzoni per introdurre la storia, e il personaggio di Don Abbondio, è il 7 novembre. È una giornata autunnale, appena dopo il tramonto, con il sole che ancora illumina i monti, mentre Don Abbondio percorre la strada sulla quale incontrerà i bravi di Don Rodrigo che gli intimeranno di non celebrare le nozze fra Renzo e Lucia. Sempre a novembre, nell’anno successivo, le prime avvisaglie della peste faranno la loro comparsa a Milano e l’anno dopo ancora, il 1630, la vicenda iniziata il 7 novembre del 1628 troverà il suo compimento col matrimonio dei due giovani. 


Dicono del libro

“L’esordio ci trasporta senz’altro in medias res, scartando prologhi e antefatti. L’azione si sviluppa con andamento serrato, registrando passo per passo l’incalzare degli eventi, sul ritmo delle emozioni da cui i due promessi, i loro fautori e insidiatori sono presi nel corso delle giornate tra l’8 e il 10 novembre 1628″.
(Dall’introduzione di V. Spinazzola all’ed. Garzanti, op. cit.)

Atre storie che accadono oggi

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“… Jane prese un brutto raffreddore, poverina, un bel po’ di tempo fa, il 7 di novembre (come ora vi leggerò)…”
Jane Austen, Emma

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“… Erano già trascorsi quasi 17 anni da quando aveva ricevuto dal re il 7 novembre 1465, l’anno della cometa, la bella carica di prevosto di Parigi…”
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris

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“… riunione che era stata annunciata per la sera del 7 novembre…”
Arthur Conan Doyle, Il mondo perduto

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“… Così rientrarono in Russia alle otto del mattino, il sette novembre 1938, a piedi, dalla parte del torrente…” Roberto Pazzi, La principessa e il drago