4 Settembre

4 settembre 2013

 

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Grazie alle informazioni forniteci dalla Piccola Sarta seguimmo quasi ora per ora ciò che avvenne nel villaggio di Quattrocchi nei giorni che precedettero la sua partenza, prevista per il 4 settembre. Per essere al corrente degli eventi le bastava far la tara alle chiacchiere dei clienti, uomini  e donne, grandi e bambini, che da tutti i villaggi andavano a servirsi da lei. Niente poteva sfuggirle. Allo scopo di celebrare degnamente la fine della rieducazione, Quattrocchi e la poetessa sua madre annunciarono che il giorno prima della partenza ci sarebbe stata una magnifica festa

Dai Sijie, Balzac e la Piccola Sarta cinese, 2000, tr. it. Ena Marchi, Adelphi, Milano, 2001, p. 91

All’inizio degli anni Settanta, due ragazzi cinesi di città, figli di dissidenti, sono costretti a trascorrere un periodo di rieducazione in un villaggio di montagna. Lavorano duramente nei campi e nella miniera, trasportando secchi di letame e dormono in una povera casa costruita su palafitte. Hanno con loro un violino, portato dalla città, e una piccola sveglia che provoca l’ammirazione degli abitanti del villaggio e a cui – talvolta – spostano le lancette per dormire di più, finendo per “perdere qualunque nozione del tempo reale”. La fatica delle loro giornate è alleviata, di tanto in tanto, da uno spettacolo cinematografico, a cui il capo-villaggio li manda per poter poi ascoltare il racconto del film e dall’incontro con la piccola e vivace figlia del sarto, affascinata dai romanzi occidentali. La scoperta che un altro ragazzo in rieducazione – chiamato Quattrocchi – nasconde gelosamente nella sua abitazione un baule pieno di volumi proibiti convince i due amici a organizzare il furto dei libri, approfittando del rientro di Quattrocchi in città, fissato per la giornata spartiacque del 4 settembre. 

Dicono del libro
“La storia è remota ma parla a ciascuno di noi: perché racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di ‘sporchi borghesi’, a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la ‘Piccola Sarta cinese’. Così, pur vivendo in mezzo agli orrori della ‘rieducazione’, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac (e di Dumas, e di Flaubert, e di Kipling), che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza”.
(Dalla bandella dell’ed. Adelphi, op. cit.)

Altre storie che accadono oggi

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“… Il 4 settembre mi trovavo nel giardino del console di Danimarca, uno dei punti più elevati della costa…”
Jan Potocki, Viaggio nell’impero del Marocco

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“… 4 settembre (…)  Le foglie del mio cuore ingialliscono; quelle degli alberi sono già cadute…”
Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther

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“… Il quattro di settembre, forse in seguito a uno scherzo, credette d’essere stato nominato prefetto…”
Guy de Maupassant, Pallina

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“… Quattro settembre, muore/oggi un mio caro amico e con lui cortesia/una volta di più e questa forse per sempre…”
Vittorio Sereni, Niccolò

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“… 4 settembre. Norman Bates, spaventosamente normale, mette giù il telefono. L’uomo contro la parete correva avanti col pensiero…”
Don DeLillo, Punto omega (Vai a Un film lungo 24 ore. “Psycho” per l’artista Douglas Gordon e lo scrittore DeLillo)

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