1 Febbraio | February 1

1 febbraio 2019

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It’s astonishing that everything so immediately visible in our lives as classmates we still remember so precisely. The intensity of feeling that we have seeing one another today is also astonishing. But most astonishing is that we are nearing the age that our grandparents were when we first went off to be freshmen at the annex on February 1, 1946. What is astonishing is that we, who had no idea how anything was going to turn out, now know exactly what happened. That the results are in for the class of January 1950—the unanswerable questions answered, the future revealed—is that not astonishing? To have lived—and in this country, and in our time, and as who we were. Astonishing.”

Philip Roth, American Pastoral, 1997

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È stupefacente come si ricordi ancora con tanta precisione tutto ciò che era così immediatamente visibile nella nostra vita di compagni di scuola. Altrettanto stupefacente è l’intensità del sentimento che ci assale vedendoci oggi. Ma la cosa più stupefacente di tutte è che ci stiamo avvicinando all’età che avevano i nostri nonni il I febbraio 1946, quando ci presentammo per la prima volta alla sede distaccata della scuola come studenti del primo anno.  Il fatto stupefacente è che noi, allora senza la minima idea di come sarebbero andate le cose, oggi sappiamo esattamente cosa accadde

Philip Roth, Pastorale americana, 1997, tr. it. V. Mantovani, Einaudi, Torino, 1998, pp. 45-46

La data del primo febbraio 1946 è richiamata verso la fine del discorso che il narratore Nathan Zuckerman scrive la notte dopo la quarantacinquesima riunione degli ex allievi della scuola, rievocando un mondo che non c’è più e riconnettendo le notizie avute. A sessantadue anni, quella riunione è un passaggio nel tempo: “invece di ricatturare il passato, ero stato catturato dal passato nel presente, cosicché, mentre in apparenza uscivo dal mondo del tempo, in realtà puntavo come un razzo verso il suo nocciolo segreto”. 

Dicono del libro

Altre storie che accadono oggi

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“… Com’è noto, dopodomani, I febbraio,martedì, alle sei meno un quarto del pomeriggio, il mondo finirà…”
István Örkény, Novelle da un minuto

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“… Vi ricordate cosa avvenne a Parma al Teatro Regio, la sera del primo febbraio…”
Marco Malvaldi, Buchi nella sabbia

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“… La data del primo febbraio sull’orologio waterproof di Raimondo segnò l’inizio del sesto mese della loro vita su quella costa sconosciuta…”
Alfredo Todisco, La prima spiaggia

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“… Da Sciara a Palermo, I febbraio 1893. Un breve fischio, uno strappo, un cigolio…”
Sebastiano Vassalli, Il cigno

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“…e di colpo venne il mese di febbraio…”
Franco Battiato, Alexanderplatz (segnalazione di Michele Brescia)

pittura
Charlie Brown: “Oggi è il primo di febbraio” Snoopy: “Febbraio? Che ne è stato di luglio? Dove va il tempo?”
Charles Schulz (segnalazione di Massimo Conte @passipo e @effetorakiki)


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