Un sedici aprile di @luxorg_
Su Instagram più di 60.000 persone seguono la pagina di @luxorg_, disegnatrice/narratrice che affida a una figurina scapigliata incursioni nel “bosco fatato” della sua testa.
Osservazioni al confine tra sguardo interiore ed aforisma come per esempio: “Mi sento in colpa ogni volta che non mi sento in colpa abbastanza”; e poi tante domande come “Nella tua testa piena dei pensieri che gli altri hanno di te / quanto spazio resta per essere chi sei?” sono scritte a stampatello intorno alla sagoma della voce narrante, così che parole e disegno formano un insieme consistente, dallo stile ben delineato. L’incipit del pensiero espresso nella scritta prosegue nel post accanto alla vignetta, in tre o quattro capoversi che svolgono i molteplici temi intrecciati: la fragilità, il sentirsi diversi, le relazioni con il mondo e con la propria testa, la permanenza e le metamorfosi infinite dell’infanzia; e poi l’attenzione a piccole cose, particolari, erbacce, animaletti, frammenti di ricordi.
Mentre si legge la frase, seguendo le parole sparpagliate nello spazio bianco, il percorso dello sguardo (e della lettura) si appoggia sui tratti del disegno, come se l’autrice ci mettesse in mano una matita immaginaria, il dispositivo verbo-visivo che l’ha portata a sintetizzare il pensiero e il segno in una piccola – e molto consistente – storia.
La figura che pensa e parla mi ha fatto pensare a una Mafalda che è uscita dalle stanze di una casa transitabile e si muove in un vuoto pieno di tracce del mondo esterno e interno.
Seguendo tutte le puntate di questo racconto, si intravede anche un dialogo col tempo del calendario, per esempio: “Per Natale vorrei una testa che sta zitta” e ci si imbatte in una memorabile istorietta sul sedici di aprile:
Un sedici aprile
di un po’ di anni fa
ero alle poste con mia mamma
ero bambina e non fu nulla di speciale
faceva caldo e in coda con me c’era una signora con il raffreddore
avevo paura che sarebbe venuto anche a me
non so perché la mia testa abbia scelto di ricordare
la data di una giornata senza significato
però io quasi ogni anno il sedici aprile
ci penso, alle poste e al raffreddore
sono strani i ricordi
perché anche quelli che sembrano inutili
ti danno la mano e ti portano in un posto
in cui non tornerai più per davvero
forse i ricordi inutili
sono le uniche porte che hai
per tornare davvero indietro
e io a volte ci vorrei tornare alle poste
ma solo in quel momento e a quell’età
guardarmi nel riflesso dello sportello
e scoprirmi con gli occhi di quel giorno
chissà cosa troverei
dentro di me
ogni sedici aprile vorrei andare alle poste di oggi
e respirare l’aria di quel momento di ieri
come fosse la prima volta e non la seconda
in realtà quell’aria la respirerei davvero per la prima volta
il sedici aprile di tanti anni fa avevo trattenuto il respiro
per non prendere il raffreddore della signora
non ricordo se abbia funzionato
@luxorg_ su Instagram si presenta anche col suo nome anagrafico di @lucillaghedi e, come lei stessa elenca usando il diminuivo come una categoria di approccio al mondo, è autrice di “magliettine”, “cose carine”, “tatuaggini” e poi del libro Cespo: “Una graphic novel atipica, fatta da piccoli momenti, da cornici che aprono mente e cuore ai buoni sentimenti, alle intenzioni positive, alle piccole riflessioni quotidiane” (a cura di Diego Gabriele).
(a.s.)