12 Settembre | September 12

12 settembre 2022

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Look here, this is a book he had when he was a boy. It just shows you.
He opened ii at the back cover and turned it around for me to see. On the last fly-leaf was printed the word SCHEDULE and the date September 12, 1906. And underneath:
Rise from bed………………………………… 6 A. M.

Francis Scott Fitzgerald, The Great Gatsby, 1925

Guardate, è un libro che aveva da ragazzo. Fa vedere com’era.
Sulla pagina bianca era scritta la parola ORARIO e la data del 12 settembre 1906. E sotto: Sveglia 6:00

Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby, 1925, tr. it di F. Pivano, Mondadori, Milano 1950, p. 194

Dicono del libro
“Il romantico ed enigmatico Jay Gatsby organizza feste sontuose nella speranza di avvicinare la donna amata in gioventù, Daisy, che ha sposato un uomo ricco e rozzo. Ne diventerà l’amante, ma un incidente automobilistico darà una tragica svolta al loro amore. Una descrizione spietata e partecipe del mondo fastoso e frivolo degli anni Venti nelle pagine indimenticabili dello scrittore simbolo della “generazione perduta”.

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I Maggio | May Day

1 maggio 2022

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At nine o’clock on the morning of the first of May, 1919, a young man spoke to the room clerk at the Biltmore Hotel, asking if Mr. Philip Dean were registered there, and if so, could he be connected with Mr. Dean’s rooms. The inquirer was dressed in a well-cut, shabby suit. He was small, slender, and darkly handsome; his eyes were framed above with unusually long eyelashes and below with the blue semicircle of ill health, this latter effect heightened by an unnatural glow which colored his face like a low, incessant fever.

Francis Scott Fitzgerald, May Day (Tales of the Jazz Age), 1920 (1922)


Alle nove del mattino del primo maggio 1919, un giovanotto si rivolse al portiere dell’Hotel Biltmore, domandandogli se il signor Philip Dean alloggiasse lì e, in tal caso, se era possibile avere la comunicazione telefonica con il suo appartamento. Il giovane indossava un frusto vestito di buon taglio. Era basso di statura, esile, con una sua tenebrosa bellezza; aveva gli occhi frangiati in alto da ciglia eccezionalmente lunghe e segnati in basso dal semicerchio azzurro della salute cagionevole. E l’impressione di una salute cagionevole veniva intensificata dal rossore innaturale che gli coloriva il viso come per effetto di una febbre bassa ma incessante.

Francis Scott Fitzgerald, Primo Maggio (I racconti dell’età del Jazz), 1922, tr. it. G. Monicelli, B. Oddera, Mondadori, Milano 1980, p. 99

 

Dicono del libro
“Pubblicato per la prima volta nel 1920 sulla rivista «The Smart Set», è uno dei racconti appartenenti alla raccolta L’età del jazz, in cui Fitzgerald raccontò la vita, gli eccessi e le sommosse che squassarono gli Stati Uniti del primo dopoguerra. Alla narrazione delle difficili vite di nuovi e vecchi ricchi, reduci di guerra, membri delle confraternite e modaioli di party esclusivi, fanno da sfondo gli scontri e le aggressioni della Paura rossa (1917-1920), il periodo disseminato di attentati politici, assalti nelle redazioni dei giornali socialisti, ribellioni sindacali e scioperi nelle fabbriche. Il Primo maggio si mostra così in tutta la sua natura bifronte: da una parte la festa gioiosa per l’inizio della primavera, dall’altra il simbolo della lotta e della ribellione”.
(dalla scheda di Elliot edizioni.)

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