24 Hours in Contemporary Art

24 Hours in Contemporary Art: Reflections on an Exhibition About Time è il titolo dell’articolo di Antonella Sbrilli uscito sulla rivista “Kronoscope. Journal for the Study of Time” (2017) che racconta la mostra Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea svoltasi al Macro di Roma nel 2016. Il testo riprende la relazione tenuta nel corso della XVI Triennal Conference dell’International Society for the Study of Time, dal titolo Time’s Urgency (University of Edinburgh, 26 June – 2 July 2016).

Qui l’abstract:
Time and its representation have been historically fascinating, as Books of Hours, allegories, and artistic calendars testify. This attention to time has become increasingly more urgent recently, as studies confirm. The exhibition Dall’oggi al domani (From Today till Tomorrow), held in Rome in 2016, focused on the discrete single day, with its date and its 24- hour rhythm. The article addresses the main aspects of that exhibition, its historical background, the conceptual attraction for calendars’ grids, the interest of artists in the everyday, the processing of daily digital traces, time-lapse, and 24/7 formats. Artworks were displayed according to their affinity towards time rhythms, time words, dates, calendars, and diaries. Although the itinerary of the show was not chronological, some historical clusters emerged: for example, the importance of the pivotal year 1966 in time consideration.

Kronoscope, Volume 17, Issue 2, 2017 Brill, Leiden-Boston

J.T.Fraser e la Società del Tempo

KronoScope“L’attacco a Pearl Harbor del 1941 avvenne una domenica mattina; era sabato sera quando, nel 1981, il governo polacco schiacciò Solidarność. Nei sistemi totalitari moderni, il momento in cui è più probabile che il poliziotto bussi alla porta sono le primissime ore del mattino”. Sono osservazioni di Julius Thomas Fraser su come il tempo pervada e determini qualunque manifestazione della vita, intrecciando rotazione della terra, ritmi biologici, scelte sociali, e sono tratte da uno dei libri più popolari di questo singolare studioso, Time. The Familiar Stranger, 1987 (tradotto in italiano da L. Cornalba col titolo Il tempo: una presenza sconosciuta, Feltrinelli 1991).
Julius Thomas Fraser (Budapest 1923 – Westport CT 2010), dopo studi tecnico-scientifici (e diversi brevetti di giroscopi, sensori, circuiti a microonde), si rivolge allo studio del tempo, con metodo profondamente interdisciplinare. Nel 1966 fonda l’International Society for the Study of Time (ISST), un’associazione che riunisce chi si interessi del tempo, dal punto di vista della fisica o della psicologia, della sociologia o dell’analisi letteraria, del montaggio filmico o degli strumenti di misurazione, della biologia o della musica. Figura carismatica, in grado di coordinare le materie più disparate, Fraser ha scritto molto e soprattutto ha creato una rete mondiale di ricercatori interconnessi, su base volontaria  e senza vincoli accademici. L’ISST (diretta ora da Paul Harris e Jo Alyson Parker) pubblica la rivista “KronoScope” e organizza ogni tre anni un simposio di studi. Fra le sedi, negli anni scorsi, è stata spesso scelta l’Italia, alla cui cultura Fraser ha reso omaggio, con letture di Michelangelo e Galileo. 
Antonella Sbrilli (ISST member)